La 103esima Stagione “Micat in Vertice” dell’Accademia Musicale Chigiana ospita il 2 aprile 2026 alle 21 al Teatro dei Rozzi di Siena il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”, diretto dal Maestro Lorenzo Donati. Nata dalla partnership co-produttiva tra l’Accademia Musicale Chigiana e l’Opera della Metropolitana di Siena, in pochi anni dalla sua fondazione questa formazione si è affermata come una delle realtà corali più significative del panorama internazionale.
Il concerto, che si inserisce nella tradizione della Settimana Santa, è realizzato in collaborazione con l’Arcidiocesi di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino.
Questo traguardo è il frutto di un ecosistema virtuoso: il rigore e la visione artistica del Maestro Lorenzo Donati, tra i più autorevoli direttori di coro oggi sulla scena; la profonda tradizione liturgica della Cattedrale di Siena, che ha fornito al Coro le radici di un repertorio sacro di secoli; e il sostegno dell’Accademia Musicale Chigiana, che ne ha ampliato l’orizzonte verso i più alti livelli del repertorio musicale, dalla musica antica ai linguaggi più innovativi della musica del nostro tempo. In soli dieci anni – il Coro festeggia quest’anno il decennio dalla fondazione – questa sinergia ha portato la formazione ai più alti vertici, come testimonia eloquentemente la collaborazione con Riccardo Muti, che lo ha diretto in più occasioni e lo considera tra le migliori formazioni corali italiane di oggi. Da ultima, il 12 dicembre 2025, il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini” ha preso parte al Concerto di Natale in onore del Santo Padre Leone XIV, tenutosi nell’Aula Paolo VI in Vaticano: Muti ha diretto l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” e il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini” nella Messa per l’Incoronazione di Carlo X di Luigi Cherubini, in un’occasione resa ulteriormente memorabile dalla consegna al Maestro del Premio Ratzinger 2025.
Il programma rivela una coerenza intellettuale che va ben oltre il semplice accostamento di stili e tradizioni. Bach non si limita a dialogare con la musica italiana: la studia, la interiorizza e in alcuni casi la riscrive con mano sovrana. Il Christe eleison BWV 242 viene inserito nel Kyrie di Francesco Durante come un innesto contrappuntistico di straordinaria audacia; il motetto Tilge, Höchster, meine Sünden BWV 1083 è la trascrizione integrale dello Stabat Mater di Pergolesi, trasportato in un universo sonoro profondamente tedesco. La densità polifonica di Bach incontra così la grazia melodica napoletana in un dialogo che illumina le radici comuni della grande musica europea.
Il programma si apre con il Kyrie in Do minore di Francesco Durante, nel quale Bach inserisce il suo Christe eleison BWV 242 come un innesto di straordinaria naturalezza. Seguono le Litanie alla Beata Vergine e il Magnificat di Durante, pagine che rivelano tutta la grazia melodica e la luminosità della scuola napoletana. Chiude il concerto il motetto Tilge, Höchster, meine Sünden BWV 1083, con cui Bach trasforma lo Stabat Mater di Pergolesi in una meditazione dal respiro profondamente tedesco.
Accanto al Coro, il programma vede la partecipazione delle voci soliste di Elisa Pasquini (soprano) e Caroline Voyat (mezzosoprano), con un ensemble di archi e continuo composto da Matteo Saccà e Rossella Pugliano (violini), Tyler Stewart (violoncello), Federica Josè Are (violone) e Dimitri Betti (organo).
In prossimità della Settimana Santa, questo programma acquista una risonanza particolare: la musica sacra di Durante, Pergolesi e Bach non è documento storico ma parola viva, capace di parlare con uguale intensità all’ascoltatore del Settecento e a quello di oggi. In questo risiede il senso più profondo della serata: non un concerto su Bach e l’Italia, ma un’esperienza in cui la grande polifonia europea rivela la propria inesauribile capacità di toccare ciò che è essenziale.
Alle 20.30, mezz’ora prima del concerto, il Maestro Lorenzo Donati condurrà personalmente il pubblico in un viaggio nel cuore del programma: un incontro raro, che svelerà i legami segreti tra i capolavori in programma e le scelte artistiche che hanno dato forma a questa serata. Un’opportunità preziosa per entrare nella musica non solo come ascoltatori, ma come protagonisti consapevoli di un’esperienza che inizia prima che il Coro canti la prima nota.