È uscita la pubblicazione del nuovo libro dedicato all’archivio fotografico ritrovato di Francesco Zambon, un corpus eccezionale composto da quasi mille scatti originali risalenti agli anni ’50. Il progetto, curato da Luca Betti, proprietario ed editore della Betti Editrice, in collaborazione con Francesca e Marcella Zambon, Cinzia Cardinali, Tamara Pelucchini e Roberto Cresti, ha riportato alla luce immagini inedite che offrono un viaggio unico tra persone, luoghi, sogni ed esperienze dell’Italia del dopoguerra.
«Quando abbiamo iniziato questo percorso – racconta Luca Betti – ci siamo resi conto subito che non stavamo semplicemente sfogliando un vecchio archivio, ma entrando in un mondo intatto, rimasto sospeso per decenni. Le fotografie di Francesco Zambon non sono solo immagini: sono voci, frammenti di vita, pezzi di un’identità collettiva che meritavano di tornare alla luce. Lavorare insieme alla famiglia Zambon, a Roberto Cresti ed a tutte le persone e istituzioni che hanno sostenuto il progetto è stato un privilegio, oltre che un viaggio sorprendente. Come editori siamo felici di aver ideato il progetto e il catalogo, perché questo patrimonio possa finalmente appartenerci di nuovo, come comunità, e continuare a parlare a chi lo scoprirà domani».
Così, dopo l’importante presentazione pubblica avvenuta a fine novembre, si rende ora disponibile in libreria il libro curato da Roberto Cresti, pubblicato da Betti Editrice. Il volume raccoglie quasi 200 fotografie ancora mai rese pubbliche, restituendo allo sguardo contemporaneo uno spaccato prezioso della vita quotidiana e del paesaggio umano degli anni ’50.
L’operazione è stata resa possibile grazie al sostegno del main sponsor Chianti Banca, al supporto tecnico della Betti Editrice, alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Siena e la Direzione Generale Archivi, e con il patrocinio dei Lions International L.C. Siena e di numerosi Comuni del territorio.
Le fotografie, rimaste in silenzio per anni, tornano finalmente a parlare: una selezione è ora raccolta nel catalogo pubblicato da Betti Editrice, mentre l’intero fondo è stato donato all’Archivio di Stato di Siena, dove verrà conservato e reso accessibile alla collettività, garantendone tutela, valorizzazione e fruizione pubblica.