“Il linguaggio rende invisibile il dominio”: Di Nicola Travaglini alla Stranieri, lectio sulla violenza di genere
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«Ci dobbiamo liberare dagli stereotipi e dai pregiudizi nei confronti di uomini e donne, di cui il linguaggio costituisce uno dei più potenti strumenti. L’invisibilità del dominio maschile nei confronti delle donne è ciò che fa sì che nessuno di noi, uomini e donne, possa essere davvero quello che è».
Con queste parole Paola Di Nicola Travaglini, consigliera della Cassazione ed esperta di violenza contro le donne e stereotipi giudiziari, ha aperto la sua lectio inaugurale dell’anno accademico dell’Università per Stranieri di Siena. Prima del suo intervento hanno preso la parola il rettore Tomaso Montanari e i rappresentanti delle diverse componenti dell’Ateneo.
Nel suo saluto, Montanari ha ribadito il ruolo dell’università come luogo di conoscenza critica e non di esercizio del potere. «Noi pensiamo che sapere, studiare non sia uno strumento di oppressione, non sia uno strumento di potere. Anzi, debba essere uno strumento che aiuta a smontare, a destrutturare le strutture di potere. E crediamo che la matrice di ogni forma di dominio, di possesso, sia il dominio maschile, dal quale siamo ancora molto lontani dal liberarci».
Nel corso del suo intervento, il rettore ha toccato numerosi temi di attualità, dal diritto alla piena autodeterminazione del popolo iraniano al rapporto tra Italia e università, fino a questioni di rilievo internazionale come il caso Epstein e al dibattito sul referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo.
Proprio sul referendum è tornata anche Paola Di Nicola Travaglini, chiarendo la propria posizione. «Sul referendum io sono in maniera molto netta per il no, ma non si tratta di una questione di carattere corporativo. Al contrario, riguarda il mantenimento di un assetto istituzionale voluto dai Costituenti, basato su un equilibrio molto complesso e delicato».
La magistrata ha poi difeso il modello italiano di giustizia, sottolineandone i risultati. «Questa magistratura è riuscita a contrastare il terrorismo, la corruzione ed è riuscita, e sta riuscendo, a contrastare la criminalità maschile contro le donne. Tutto questo è avvenuto con questo assetto, che ha ottenuto risultati importanti. Considerate che veniamo invitati in tutto il mondo per raccontare cos’è l’indipendenza della magistratura in Italia, in particolare quella del Pubblico Ministero».