E’ stata presentata questo pomeriggio, venerdì 10 aprile, nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico la Lupa di Fontebecci, “Cor magis tibi Sena pandit”, opera monumentale che lo scultore Alberto Inglesi ha scelto di donare alla comunità senese e che verrà collocata dall’amministrazione comunale, entro la fine del mese di aprile, nella rotonda in zona Nord della città. Un evento di valore civile e artistico per la città, a cui hanno partecipato il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, e l’assessore l’assessore all’ambiente, manutenzione aree verdi e decoro urbano del Comune di Siena, Barbara Magi.
“Un’opera che impreziosisce il patrimonio culturale della città – ha detto il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio – attraverso il lavoro dell’artista Inglesi, che dona questa nuova icona di accoglienza, ovvero una Lupa che rappresenta l’intera Siena, richiama il Vecchietta e la Via Francigena, in un’operazione simbolica che unisce i valori culturali e di accoglienza che caratterizzano la nostra comunità. Come amministrazione comunale proseguiamo sulla strategia di un patrimonio culturale diffuso in tutto il territorio, non trascurando i quartieri al di là del centro storico, attraverso opere come quella di Inglesi”.
“Proseguiamo – ha sottolineato l’assessore Magi – con azioni di miglioramento del decoro urbano, attraverso opere artistiche che da una parte valorizzano il nostro tessuto cittadino, dall’altro sono strumento e simbologia di accoglienza, come in questo particolare caso. Questa nuova collocazione che effettueremo nelle prossime settimane si unisce al ‘Gallo dei 100 anni’, scultura del maestro Renato Ferretti, nella rotonda di Villa Montarioso e il ‘Pegaso’, che si aggiungono al cavallo di Staccioli presso i Due Ponti”.
L’opera: una rivoluzione filologica e simbolo della Civitas. La scultura segna una rottura filologica necessaria: il Maestro Inglesi spoglia la Lupa dalla funzione di allattamento per elevarla a missione etica contemporanea. L’opera si identifica rigorosamente come simbolo dell’intera città, riappropriandosi della funzione di stemma comunale (la Balzana). Concepita per unire i diciassette popoli sotto un’unica egida, la scultura si distacca nettamente da qualsiasi particolarismo contradaiolo, ergendosi a custode della comunità nella sua totalità per evitare ogni possibile equivoco di parte, come vedremo in seguito.
La simbologia: il Vecchietta e i tre Bambini sulla Francigena. L’opera poggia su un cilindro sorretto da cinque radici, simbolo di una saggezza antica che nutre il presente. In questa visione, i bambini diventano tre, trasformando il mito in un manifesto di solidarietà. Il cuore pulsante del monumento è proprio il terzo fanciullo che sale la scala: un richiamo potente alla “Madonna della Scala” del Vecchietta. Siena, sin dai tempi antichi centro di accoglienza situata sulla Via Francigena, rivive in questo gesto in chiave moderna: il terzo bambino rappresenta “l’Altro”, colui che trova posto al banchetto della vita per diritto d’amore. Accanto alla scultura, una grande pietra di ventitrè quintali reca in caratteri metallici il motto “Cor magis tibi Sena pandit”, mentre sul lato opposto una cascata d’acqua ingloba i diciassette barberi, a significare che l’unità vitale della città risiede nella coesione di tutte le sue anime.
Alberto Inglesi incarna la figura dello scultore inteso come artefice totale. La sua scultura è un “corpo a corpo” quotidiano con la materia, un dialogo maieutico dove la forma viene estratta con fatica e rigore. Formatosi nel solco della tradizione gotica senese, Inglesi trasforma la materia fredda in carne e spirito, creando sentinelle del presente che parlano di accoglienza e bellezza condivisa. “Questa Lupa non appartiene a una parte, ma al cuore di Siena – ha dichiarato l’artista – Con il richiamo al Vecchietta e alla nostra storia sulla Francigena, ho voluto che questo simbolo millenario tornasse a sorridere e ad accogliere, ricordandoci che Siena apre sempre un cuore più grande della porta che si varca”.