Come raccontare un sito UNESCO? Come accogliere visitatrici e visitatori e accompagnarli nella comprensione di territori complessi, stratificati e vivi? E soprattutto: quale ruolo possono avere oggi i Visitor Centre nel rendere il patrimonio più accessibile, sostenibile e condiviso?
Sono alcune delle domande al centro del convegno “Il ruolo dei Visitor Centre nei siti UNESCO. Una strategia comune per la Toscana”, che si inserisce all’interno di un progetto più ampio promosso dalla Regione Toscana in collaborazione con UNESCO – Ufficio Regionale per la Scienza e la Cultura in Europa e Fondazione Musei Senesi. L’iniziativa, che si è svolta il 27 marzo a Firenze, presso l’Auditorium di Sant’Apollonia, ha riunito amministrazioni, studiose e studiosi, professioniste e professionisti della gestione del patrimonio culturale con l’obiettivo di costruire una strategia condivisa per la Toscana, mettendo in dialogo esperienze internazionali e progettualità locali.
Partendo da un recente lavoro di analisi e condivisione di esperienze sul tema sviluppato da UNESCO, culminato con una mostra organizzata in occasione dell’ultima Biennale Architettura di Venezia, in Toscana si riapre una riflessione sull’argomento. Come organizzare una programmazione per i centri visitatori capace di creare un equilibrio tra coinvolgimento delle comunità, turismo sostenibile e consapevolezza del valore della cultura? In un contesto internazionale molto teso e sotto la pressione di un turismo in continua evoluzione, dunque, la regione Toscana intraprende un percorso innovativo che porterà a un possibile modello per i Visitor Centre dei siti UNESCO toscani anche con l’obiettivo di riportare l’attenzione su come la cultura, l’educazione e la scienza siano veicoli attraverso i quali costruire processi di pace.
Il programma del convegno del 27 marzo prevedeva la sessione mattutina aperta da una introduzione di UNESCO sul tema dei Visitor Centre, seguita dall’analisi di quattro esperienze pratiche relative ai siti di Mantova e Sabbioneta, Crespi d’Adda, Ivrea, e Bergamo. Il pomeriggio, invece, è stato dedicato al workshop dal titolo “Una visione per i Visitor Centre nei siti UNESCO in Toscana”, a cura di FMS con la collaborazione di Simurg Ricerche e dell’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, con lo scopo di favorire il confronto diretto tra i partecipanti.
Dopo questo primo appuntamento, il progetto si articolerà in una serie di incontri di approfondimento online in programma nel mese di aprile e workshop nei siti.
«I Visitor Centre rappresentano una grande opportunità per raccontare in modo nuovo e più coinvolgente il patrimonio UNESCO della Toscana – dichiara l’assessora regionale, Cristina Manetti –. Non si tratta solo di luoghi di accoglienza, ma di veri e propri spazi di narrazione, capaci di mettere in relazione comunità, visitatori e identità dei territori. Investire in questi strumenti significa rafforzare una visione della cultura come esperienza accessibile, inclusiva e profondamente connessa allo sviluppo sostenibile».
«I centri visitatori – aggiunge Matteo Rosati, Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa – sono più di semplici punti di accesso: sono mediatori fra i valori del sito e i vari soggetti che con il sito interagiscono, contribuendo a rendere l’esperienza del patrimonio più sostenibile, accessibile, e significativa».
«Fondazione Musei Senesi – conclude il presidente, Alessandro Ricceri – si mette a servizio dei siti UNESCO della provincia di Siena e non soltanto con un segmento del proprio piano strategico: il progetto VIVO (Visit, Interpret, Value, Open), infatti, nasce proprio con l’obiettivo di supportare i territori e creare strategie condivise per mettere in rete esperienze, competenze e modelli operativi».