Il talento non basta: “Fefè” De Giorgi a Siena spiega la forza della squadra
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Nello sport, come nella vita, il talento da solo non basta. Serve metterlo al servizio degli altri per trasformarlo in qualcosa di condiviso. È il cuore del messaggio portato a Siena ai giornalisti dal commissario tecnico della nazionale maschile di volley Ferdinando “Fefè” De Giorgi, protagonista dell’incontro all’Università nell’ambito dei “Dialoghi sul futuro”.
Un intervento che parte dallo sport ma parla a tutti. “Il talento diventa squadra nel momento in cui si mette a disposizione del gruppo – spiega De Giorgi –. Quando hai giocatori di grande talento, la sfida è proprio questa: convincerli a usarlo per la squadra”.
Un passaggio tutt’altro che scontato. Perché il talento, sottolinea il ct azzurro, è solo un punto di partenza: “Spesso è un dono naturale, ma va coltivato. E si coltiva attraverso il lavoro, l’allenamento e la fatica condivisa con i compagni”.
Da qui anche il racconto dell’esperienza con la Nazionale, reduce dai successi mondiali e già proiettata verso i prossimi obiettivi. “La bellezza dello sport è che si riparte sempre da zero. Anche dopo una vittoria importante non hai vantaggi: devi rimetterti a lavorare e migliorare”.
Un percorso costruito negli anni, con un gruppo giovane ma competitivo ai massimi livelli. “La sfida più difficile è restare in alto e continuare a vincere. Gli altri migliorano e noi dobbiamo fare lo stesso”.
Ma il messaggio più forte arriva guardando oltre il campo. “Lo sport insegna che da soli non si va da nessuna parte. Le sconfitte non sono una tragedia, fanno parte del percorso. Quello che conta davvero è la capacità di ripartire”.