Al 31 dicembre dello scorso anno le imprese femminili in provincia di Siena sono 6.639, praticamente invariate rispetto al 2024 (una in più). Le imprese guidate da donne rappresentano il 24,5% del totale provinciale. Lo comunica la Camera di Commercio.
I settori con la maggiore presenza femminile restano agricoltura (1.593 imprese, 24% del totale femminile), commercio (1.296, 19,5%), servizi di alloggio e ristorazione (911, 13,7%) e altre attività di servizi (683, 10,3%).
In alcuni comparti la presenza femminile è predominante: nelle “altre attività di servizi” le imprese rosa rappresentano il 57,4% del settore, nella sanità e assistenza sociale il 37%, nei servizi di alloggio e ristorazione il 31,3% e in agricoltura il 29,9%.
Accanto alla stabilità complessiva emergono però dinamiche interne differenziate. Crescono le attività professionali, scientifiche e tecniche (+8,8%), l’istruzione (+11,8%), le attività finanziarie e assicurative (+6,5%), i servizi alle imprese (+4,6%) e l’immobiliare (+4,2%). In flessione agricoltura (-0,6%), manifatturiero (-1,7%), costruzioni (-1%), commercio (-2,6%), trasporti (-10,5%), servizi di alloggio e ristorazione (-1,3%) e sanità (-7,3%).
Sul piano occupazionale, nelle imprese femminili operano 16.326 addetti, pari al 13,8% del totale provinciale, con un lieve incremento dello 0,4% rispetto al 2024.
Il profilo delle imprenditrici senesi racconta un tessuto maturo: su 14.341 donne titolari di cariche, la fascia più numerosa è quella tra i 50 e i 69 anni (7.368), seguita dalle 30-49enni (4.331). Le under 30 sono appena 429, mentre le over 70 sono 2.213.
Importante anche la componente internazionale: oltre 1.600 imprenditrici sono nate all’estero. Le comunità più rappresentate sono quella rumena (240), albanese (134) e cinese (102), seguite da Germania, Regno Unito, Francia, Brasile, Stati Uniti e Polonia.
Nel commentare i dati, il presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, Massimo Guasconi, sottolinea che «i dati di fine 2025 delineano un tessuto imprenditoriale femminile che dimostra una straordinaria capacità di tenuta e di riposizionamento strategico verso i servizi avanzati e le attività professionali». Un mosaico di competenze e origini che, aggiunge, «conferma il ruolo fondamentale delle donne nel garantire la dinamicità del sistema economico provinciale».
Ma lo scenario si inserisce in una congiuntura nazionale complessa. «Ci troviamo di fronte a una crescita del PIL italiano di appena lo 0,5% rispetto al preventivato 0,7%», osserva Guasconi, evidenziando come consumi fragili e costi energetici ancora elevati pesino sul sistema produttivo.
A questo si aggiunge «un clima di incertezza internazionale alimentato dai conflitti in corso», con particolare riferimento al Medio Oriente, che «rischia di incendiare ulteriormente un quadrante geopolitico vitale, con ripercussioni dirette sui costi delle materie prime e sulla stabilità degli scambi commerciali mondiali».
Per Siena il nodo è concreto: nei primi nove mesi del 2025 i mercati mediorientali hanno assorbito il 3,4% dell’export provinciale, pari a 115 milioni di euro su 3,3 miliardi complessivi. L’Arabia Saudita da sola vale 74 milioni, trainata dal comparto farmaceutico.
In uno scenario così instabile, conclude Guasconi, «la capacità delle donne di fare impresa, integrando culture e visioni diverse, rappresenta una risorsa strategica imprescindibile per la tenuta sociale ed economica della nostra provincia».