Non solo manodopera, ma imprese radicate e investimenti. Nel Senese le aziende straniere crescono e cambiano volto all’economia locale: a fine 2025 sono 3.006, in aumento del 5,9% rispetto all’anno precedente, e rappresentano l’11,1% del sistema imprenditoriale provinciale.
La quota resta tra le più basse della Toscana — dove la media è del 16,8% — ma mostra una caratteristica particolare: una presenza diffusa tra più settori e nazionalità, senza concentrazioni dominanti.
Il comparto più rappresentato è quello delle costruzioni con 813 imprese (27% del totale), seguito da agricoltura (536 imprese, 17,8%), commercio (499, 16,6%) e servizi di alloggio e ristorazione (326, 10,8%). Proprio nell’edilizia le imprese straniere incidono per il 22,7% del totale del settore, mentre raggiungono il 15% nei servizi alle imprese e l’11,2% sia nella ristorazione sia nei servizi alla persona.
La crescita interessa quasi tutti i comparti: agricoltura (+8,9%), ristorazione (+5,8%), servizi alle imprese (+13,6%) e altre attività di servizi (+9,9%). In lieve calo solo la manifattura (-0,8%).
Diversa anche la composizione delle provenienze. Accanto alle comunità più presenti — albanese e rumena — si registra una presenza consistente di imprenditori provenienti da Paesi europei e occidentali: 236 imprese tedesche, 200 svizzere, 193 statunitensi, 172 britanniche e 144 francesi.
«I dati confermano la rilevanza del tessuto imprenditoriale straniero — commenta il presidente della Camera di commercio Massimo Guasconi — e mettono in luce la peculiarità di un modello Siena fondato sull’eterogeneità delle provenienze e su una presenza anche in segmenti ad alto valore aggiunto».
Secondo l’ente camerale si tratta di un’imprenditorialità sempre più stabile, che non nasce solo da esigenze occupazionali ma anche da opportunità di investimento legate alle eccellenze del territorio, dal comparto vitivinicolo all’ospitalità di fascia alta.