Un’opera pensata come segno di accoglienza, ma che ha acceso subito il confronto sull’identità cittadina. È la scultura “Cor magis tibi Sena pandit”, inaugurata alla rotatoria di Fontebecci. Realizzata dall’artista Alberto Inglesi e donata al Comune, l’opera richiama la tradizione artistica senese, con riferimenti al Vecchietta e alla Via Francigena. Alla cerimonia presenti il sindaco Nicoletta Fabio e l’assessore Barbara Magi. Nelle ore precedenti all’inaugurazione, però, si è aperta una polemica sulla figura della lupa, più vicina al modello capitolino che a quello senese. Una critica che richiama il valore dei simboli nella storia di Siena, dove la lupa rappresenta da secoli autonomia e appartenenza.A rispondere è lo stesso autore dell’opera, Alberto Inglesi, che chiarisce il senso della scelta: “Non è una lupa senese né capitolina. Ho voluto raccontare qualcosa di più profondo: l’accoglienza”. L’artista spiega come la scultura rappresenti una rivisitazione del tema del pellegrino, con la presenza di un terzo bambino “che è tutti: uomo, donna, bianco, nero, il mondo intero”. Un riferimento diretto al passaggio della Via Francigena e al significato storico dell’accoglienza a Siena.