Nonostante l’introduzione del biglietto, il Museo dell’Accademia dei Fisiocritici cresce nei numeri: i visitatori sono passati da oltre 16mila nel 2024 a più di 19mila nel 2025. E per il 2026 l’obiettivo è chiaro: «ottimizzare l’offerta con qualità e creatività, per intercettare e attirare una maggiore domanda di partecipazione».
È questo il quadro emerso in occasione dell’apertura del 336° anno di attività dell’Accademia, celebrata nell’aula magna e, per la prima volta, nel giorno esatto della fondazione, avvenuta nel 1691.
Nel suo intervento il presidente Giuseppe Manganelli ha sottolineato il ruolo sempre più ampio dell’istituzione: «nel 2025 è emerso con chiarezza il ruolo dell’Accademia come istituzione poliedrica, capace di coniugare ricerca, divulgazione, didattica, valorizzazione del patrimonio e dialogo con il territorio».
Tra le attività più recenti, i laboratori dedicati agli over 70, le collaborazioni con gli studenti delle scuole superiori e i percorsi di formazione per operatori culturali. Sul fronte del patrimonio è stato inoltre completato il restauro dello scheletro di balenottera comune, uno dei simboli dell’Accademia.
La dimensione internazionale resta centrale. «È la dimensione della ricerca, forse più di quella turistica, a restituire all’Accademia la sua vocazione internazionale», ha aggiunto Manganelli, facendo riferimento anche ai progetti di citizen science sulla biodiversità urbana, presentati in contesti scientifici all’estero.
Durante la cerimonia spazio anche alla prolusione della professoressa Elena Bargagli, collegata da Nairobi, che ha evidenziato il ruolo di Siena nel campo sanitario: «Siena è sede di due centri di eccellenza di riferimento regionale, per le malattie respiratorie rare e per il trapianto di polmone».
La giornata si è conclusa con un momento musicale a cura degli studenti del Liceo Musicale di Siena e con la presentazione della mostra dedicata all’Archivio storico dell’Accademia, visitabile fino al 21 marzo.