La città e l’economia – le voci del centro storico: “Siena ha dato poco spazio e ascolto ai giovani”
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Prosegue il giro nell’ascolto delle voci dei cittadini e dei commercianti del centro storico, i quali da qualche giorno rispondono alle tre domande fatidiche: cosa va bene a Siena? Cosa non va bene? Cosa chiederesti al sindaco e alla giunta comunale? Durante queste settimane, sono state diverse le opinioni e le tematiche trattate, che spesso variano anche in base alla zona. Oggi, abbiamo continuato a battere in via della Sapienza e in via dei Termini.
“Siena rimane una città nel complesso tranquilla – commenta Claudio Trotta, foto in copertina -. Il livello di sicurezza, soprattutto paragonato ad altre città italiane, è elevato e questo rende Siena una città in cui si vive bene. Ci sono, purtroppo, molte cose che non vanno bene. Uno spunto su cui riflettere, ad esempio, riguarda i locali: c’è poca libertà per esprimere al meglio la propria attività, tra orari di chiusura sempre più anticipati o restrizioni forzate”.
“A Siena, ormai, vanno bene pochissime cose – spiega Sergio Burrini, storico commerciante di via dei Termini – ed è evidente che non è più la città che abbiamo vissuto noi più grandi. La crisi è generale e non riguarda solo Siena, ma credo che alcuni passi in avanti si debbano fare, come vivere maggiormente il centro storico. Questo aspetto, è molto importante e i cittadini devono impegnarsi nel farlo. Purtroppo però, vedo un futuro molto duro per i giovani: io sono nato in tempo di guerra e non era affatto semplice, ma forse per i ragazzi di oggi è ancora più difficile costruirsi un futuro”.
“Nella nostra zona, con il passare del tempo, sono arrivati sempre meno visitatori – commenta la titolare della Galleria La Sapienza, in via della Sapienza -. Credo che non si possa andare avanti, lavorando solo quattro o cinque mesi all’anno e sotto questo punto di vista, la città necessita di fare passi in avanti”.
“Sono dieci anni che vivo a Siena – spiega Luca Lopatriello – e dal punto di vista della tranquillità e dello stile di vita, non ho mai vissuto in una città migliore. Una critica, che mi sento di muovere nei confronti di chi ha amministrato la città in questi dieci anni, è che non c’è mai stata troppa attenzione verso i più giovani, molti dei quali nel frattempo hanno lasciato Siena. Ho percepito sempre poca fiducia verso i giovani, sia da un punto di vista lavorativo ma anche dal punto di vista del tempo libero. Non è stato fatto nulla, affinché un ragazzo potesse restare a vivere qui, specialmente in questi mesi. Durante l’estate, invece, ho sempre visto una città diversa, più viva e non solo per il Palio, ma devo dire che anche sotto l’aspetto dell’intrattenimento Siena cambia notevolmente”.