Ottocento anni dopo, Siena torna alle radici del Santo Poverello. Domenica 8 marzo la città ospiterà il “Pellegrinaggio sulle orme della spiritualità francescana”, promosso in occasione dell’ottavo centenario del cosiddetto “Testamento di Siena”, dettato da San Francesco nel 1226, pochi mesi prima della morte.
Il programma si aprirà alle 14.30 con la preghiera e la partenza dalla Basilica di San Francesco. Alle 15 è previsto l’arrivo al santuario francescano dell’Alberino per un momento di raccoglimento, seguito alle 15.30 dalla partenza verso la Basilica di San Bernardino all’Osservanza. Alle 17 si terrà la Veglia francescana con l’intervento di fra Massimo Fusarelli, Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori, mentre alle 18 sarà celebrata la Messa.
Il “Testamento di Siena”, noto anche come “Piccolo Testamento”, fu dettato da San Francesco a frate Benedetto nella primavera del 1226, come racconta la “Leggenda Perugina”, una delle più antiche biografie del santo. In quei mesi Francesco era gravemente malato. Proprio durante la permanenza a Siena, fu colpito da violenti dolori allo stomaco e da continui sbocchi di sangue. I frati, vedendolo sfinito, gli chiesero di benedirli e di lasciare loro le ultime volontà.
Non potendo parlare a lungo a causa della sofferenza, Francesco affidò a poche, essenziali parole il cuore del suo messaggio: la benedizione per tutti i frati presenti e futuri e tre esortazioni fondamentali. L’amore fraterno, l’amore e l’osservanza della santa povertà, la fedeltà e la sottomissione alla Chiesa.
Tre pilastri che, a otto secoli di distanza, continuano a rappresentare l’essenza della vocazione francescana e che il pellegrinaggio dell’8 marzo intende ricordare, non solo come evento storico, ma come proposta spirituale ancora attuale per la comunità.