“Preoccupazione per le notizie relative alla riforma della giustizia tributaria da parte del Mef, che prevede la soppressione di 22 sedi di primo grado su 103 esistenti a livello nazionale. In particolare, per il possibile accorpamento e trasferimento della sede di Siena, punto di riferimento essenziale per contribuenti, imprese, professionisti e cittadini del territorio provinciale e delle aree limitrofe, con ogni probabilità verso la sede di Firenze”.
E’ quanto espresso dalla Presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti in una lettera inviata alla Presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria Carolina Lussana.
“Un’ ipotesi – scrive la Presidente – che rischia di produrre conseguenze gravi sul diritto alla difesa e sull’accesso effettivo alla giustizia per i nostri territori, andando ben oltre mere considerazioni numeriche. Tra gli impatti più preoccupanti, rispetto ad una sede che ha due sezioni con otto giudici, che nel solo 2025 ha trattato oltre 300 ricorsi e che ha quattro dipendenti, l’allontanamento fisico e logistico per piccoli imprenditori, artigiani, agricoltori e famiglie della provincia senese, già gravati da difficoltà economiche e da infrastrutture non sempre adeguate (distanza, costi di spostamento, tempi di percorrenza); la lesione del principio di una giustizia “effettiva e vicina”, cardine di uno Stato di diritto, soprattutto in un settore – quello tributario – che rappresenta spesso l’ultima tutela contro accertamenti fiscali percepiti come ingiusti o sproporzionati; l’impatto negativo sul tessuto economico locale, già duramente provato da crisi strutturali, con un ulteriore disincentivo agli investimenti e alla residenza nelle aree interne; la perdita di professionalità e know-how consolidati nel tempo dai giudici, dal personale e dagli avvocati che operano sul territorio senese.
La Provincia di Siena – scrive ancora la Presidente Carletti – ritiene indispensabile che qualsiasi riorganizzazione tenga conto delle peculiarità territoriali, della capillarità del servizio e del principio di prossimità della giustizia, specialmente in province a bassa densità demografica e con rilevante presenza di attività produttive diffuse.
La comunità senese ha sempre dimostrato grande senso di responsabilità e spirito di collaborazione istituzionale: auspichiamo che tale atteggiamento trovi riscontro nelle decisioni finali, affinché il diritto alla difesa non venga “traslocato” lontano proprio dai cittadini e dalle cittadine che dovrebbe tutelare” conclude la Presidente Carletti.
La riforma “rappresenta un duro colpo per la Toscana e rischia di ridurre in modo significativo l’accessibilità alla tutela legale per cittadini, imprese e professionisti”, scrivono il capogruppo Pd in Consiglio regionale della Toscana, Simone Bezzini e i consiglieri regionali Roberta Casini, Gianni Lorenzetti, Bernard Dika e Simona Querci.
“Uno scenario inaccettabile per i nostri territori, che vedrebbero allontanarsi presidi fondamentali della giustizia, sollevando interrogativi concreti sull’effettivo accesso a strutture dedicate a materie tributarie. Porteremo questa vicenda in Consiglio regionale dove, attraverso una mozione, inviteremo la Giunta ad attivarsi in tutte le sedi competenti per chiedere al Governo e al Ministero dell’Economia e delle Finanze di fare marcia indietro. Di fronte a una materia così dirimente è indispensabile aprire un confronto vero con i territori e con le istituzioni locali affinché una riduzione di questo tipo possa essere scongiurata, salvaguardando un servizio di prossimità essenziale per il diritto alla difesa. Le riforme non possono essere costruite semplicemente tagliando servizi ai cittadini. Proprio per rispondere ai reali bisogni delle nostre comunità e di chi vi opera è necessario rafforzare la qualità e la prossimità delle istituzioni, garantendo a tutti pari possibilità di tutela anche alla luce delle distanze che molti cittadini dovrebbero affrontare per accedere alle nuove sedi. Una direzione opposta a quella intrapresa dal Governo”, proseguono