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La guerra in Iran ridisegna le vacanze, la previsione: “Siena terrà ma il turismo cambierà volto”

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L’estate 2026 a Siena non è a rischio. Ma cambia volto.

Lo dicono i dati di Lybra Destination, piattaforma del Gruppo Zucchetti che analizza in tempo reale le ricerche sui booking engine diretti di oltre 1.200 strutture ricettive toscane. Non prenotazioni, ma intenzioni di viaggio: il segnale più precoce per capire dove si muoverà il turismo.

E il quadro che emerge per il territorio è chiaro: la stagione tiene, ma con equilibri completamente nuovi. “I dati sull’estate ci dicono che il mercato non ha perso fiducia in Siena, l’ha riorganizzata”, spiegano da Lybra Destination in un documento. “Vediamo mercati come la Svizzera e la Germania crescere in modo significativo proprio nelle settimane successive al conflitto”.

Dopo lo scoppio della guerra in Iran, le ricerche per soggiorni estivi – giugno, luglio e agosto – sono cresciute del 3,8%. Giugno resta sostanzialmente stabile, mentre luglio segna un +5,1% e agosto un +7,5%. Numeri che raccontano una stagione solida. Ma è nella composizione della domanda che si legge il vero cambiamento. Gli Stati Uniti, tradizionalmente uno dei mercati principali per Siena, registrano un crollo: meno 50,8% rispetto all’estate 2025. Un calo legato soprattutto all’aumento dei costi dei voli intercontinentali, spinti dal rincaro del carburante aereo.

Allo stesso tempo, però, crescono altri mercati: Svizzera, Germania, Canada e diversi Paesi europei segnano aumenti significativi. “Si tratta di segnali strutturali: il turismo di prossimità e di qualità, quello che arriva in auto e soggiorna tre o quattro notti, sta diventando la spina dorsale della stagione estiva toscana”, sottolinea Lybra.

Un cambiamento favorito anche dall’aumento dei costi dei trasporti. Se da un lato il caro carburante pesa sui viaggi lunghi, dall’altro rende più competitivi gli spostamenti brevi. E Siena, percepita come destinazione sicura, intercetta perfettamente questa nuova domanda.

“Le destinazioni che sapranno intercettare questo nuovo visitatore, europeo, curioso, attento alla spesa ma non disposto a rinunciare all’esperienza, usciranno più forti da questa fase”, osserva Fulvio Giannetti, CEO di Lybra Destination.

Il confronto con il 2025, che segna un calo del 25,6% nelle ricerche, va letto con cautela: lo scorso anno era stato un picco storico per il turismo toscano, difficilmente replicabile.

Oggi il quadro è diverso: meno turismo intercontinentale, più Europa, più prossimità.

Marco Crimi