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La Russa querela Montanari. Il Rettore: “Azione intimidatoria, vediamo se sfrutta l’immunità parlamentare”

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La vicenda non è passata in cavalleria: Ignazio La Russa “ha dato mandato ai suoi legali di adire le vie legali in sede civile nei confronti di Tomaso Montanari”, ha comunicato Emiliano Arrigo, portavoce del presidente del Senato.

La decisione è arrivata dopo le parole pronunciate dal rettore dell’Università per Stranieri a Firenze. Montanari aveva parlato di alcuni esponenti dell’esecutivo e vertici dello Stato – tra cui Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa e Francesco Lollobrigida – come ‘banditi’.

Nei giorni scorsi La Russa aveva invitato Montanari a scusarsi pubblicamente. “Mai ho considerato degno della minima considerazione ciò che diceva o scriveva tal Tomaso Montanari – aveva scritto il presidente del Senato sui social – ma anche un qualsiasi minus habens ci penserebbe cento volte prima di affibbiare a me l’insulto di “bandito””. Il presidente del Senato aveva aggiunto che l’episodio lo spingeva a “considerare ultimativo l’invito a scusarsi prima di dover fare ricorso alle vie giudiziarie”.

Le scuse dunque non sono arrivate e da qui la decisione di procedere con la querela. Alla notizia Montanari ha replicato con un post sui social: “Così la seconda carica dello Stato presenta davvero querela contro di me”, ha scritto definendo l’azione legale “una querela evidentemente temeraria e intimidatoria”. Ed ha sostenuto che la sua fosse “un’accusa politica” e non personale. La Russa, ha proseguito, “sa benissimo che non ho detto che svaligia le banche o rapina i passeggeri dei treni. La mia è un’accusa politica: quella di essere fuori dalla Costituzione”. Il rettore ha poi sostenuto che, se la vicenda dovesse arrivare in tribunale, “sarà un bel processo, nella mia Firenze antifascista. E poi vedremo se lo stesso La Russa si difenderà dietro la sua immunità parlamentare”.