La scienza al femminile è già realtà: a Siena le donne guidano la ricerca
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La scienza al femminile non è uno slogan: a Siena è già una realtà concreta.
“A TLS il 57% dei dipendenti è donna, il 67% è impegnato nella ricerca e nei servizi scientifici, l’88% è laureato e oltre la metà ha un dottorato. Sono numeri che dimostrano come il contributo femminile sia strutturale e centrale nel nostro modello”, ha ricordato il direttore generale Andrea Paolini durante “Scienze della Vita. Vite di Scienza”, il talk organizzato al Santa Chiara Lab per la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, davanti a 180 studenti delle scuole superiori.
Tra le testimonianze quella della ricercatrice Laura Tinti, formata a Siena e con esperienze tra Vienna, Liverpool e Nuova Zelanda, oggi impegnata in TLS nello studio di una malattia rara. “Stiamo lavorando per trasformare i risultati della nostra ricerca in una vera terapia. È un percorso lungo, ma sostenuto anche dalla fiducia dei pazienti e di Telethon”, ha spiegato.
Per Annalisa Santucci, vicepresidente del Biotecnopolo, “la crescita passa dall’acquisizione di consapevolezza e dalla capacità di capire se siamo valorizzate. Lottare per i diritti delle donne significa lottare per i diritti di ciascuno di noi”.
“Se vogliamo essere competitivi come Paese e come Unione Europea – ha aggiunto Angelo Riccaboni, presidente del Santa Chiara Lab – dobbiamo mettere in campo tutte le migliori energie, uomini e donne, senza discriminazioni e garantendo pari opportunità”.
L’assessore Micaela Papi ha ricordato che “a livello europeo la presenza femminile si riduce drasticamente nei ruoli di vertice” e che serve un impegno costante delle istituzioni per creare opportunità reali.
Dalla Fondazione Biotecnopolo, interviene anche in un comunicato il presidente Marco Montorsi ha sottolineato che “le ricercatrici rappresentano un pilastro del progetto scientifico e sostenerne la crescita significa rafforzare la qualità della ricerca e la competitività del sistema Paese”.