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La Toscana chiede il riconoscimento dello Stato di Palestina, è la prima Regione in Italia

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La Toscana chiede al Parlamento di riconoscere lo Stato di Palestina. Il Consiglio regionale ha approvato con 23 voti favorevoli – Partito Democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle – la proposta di legge di iniziativa della Giunta. I consiglieri di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Gruppo Misto-Futuro Nazionale non hanno partecipato al voto, pur restando in Aula.

Il testo, composto da un unico articolo, chiede che “l’Italia riconosca lo Stato di Palestina come Stato sovrano e indipendente entro confini conformi alle risoluzioni delle Nazioni Unite e al diritto internazionale”. Accolto all’unanimità l’emendamento presentato dal presidente Eugenio Giani che ha eliminato i riferimenti alla capitale Gerusalemme Est e ai confini del 1967. Respinta invece la proposta di Fratelli d’Italia che chiedeva di inserire un richiamo al rispetto dell’integrità territoriale e alla sicurezza degli Stati confinanti.

“Oggi la Toscana ha scelto di parlare con chiarezza – ha scritto Giani sui social –. Siamo la prima Regione in Italia a farlo. È un primo passo, ma è un passo vero, concreto, che può aprire la strada a un percorso più ampio anche a livello nazionale”. Un atto che, secondo il presidente, “parla di pace, di diritto internazionale e di diritti umani”.

Per il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, “non è un gesto simbolico ma una scelta politica chiara, coerente con la storia e i valori della Toscana. In un tempo segnato da guerre e ambiguità, le istituzioni democratiche devono assumersi la responsabilità di dire da che parte stanno”.

Sulla stessa linea il capogruppo Pd Simone Bezzini: “Il riconoscimento rappresenta un passaggio fondamentale per contribuire in modo concreto alla costruzione di una pace duratura nel solco della soluzione dei due popoli e due Stati”.

Soddisfazione anche da Casa Riformista, che rivendica il lavoro di mediazione. “Abbiamo contribuito a costruire una proposta più equilibrata e coerente – dichiarano Francesco Casini e i consiglieri del gruppo – capace di tenere insieme il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese e il diritto alla sicurezza dello Stato di Israele”.