Task force interprovinciale e più controlli sul lavoro agricolo: è questa la decisione assunta dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica congiunto Siena–Grosseto, riunito questa mattina in Prefettura a Siena per affrontare le criticità legate all’impiego della manodopera extracomunitaria nel settore agricolo.
Il Comitato, presieduto dal prefetto di Siena Valerio Massimo Romeo e dalla prefetta di Grosseto Paola Berardino, ha messo al centro un fenomeno che coinvolge entrambi i territori e che richiede, come sottolineato nel comunicato ufficiale, «strategie di intervento condivise» vista la contiguità geografica delle due province e la mobilità dei lavoratori.
Alla riunione hanno partecipato i vertici delle Forze dell’ordine di Siena e Grosseto, i rappresentanti delle Province, il sindaco di Siena e il vicesindaco di Grosseto, oltre ai direttori dell’Ispettorato territoriale del lavoro, dell’INPS, ai Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro e alle Polizie provinciali.
Nel corso dell’incontro sono state esaminate le principali problematiche legate all’impiego di cittadini extracomunitari in agricoltura, un settore caratterizzato da «strumenti giuridici che garantiscono estrema flessibilità ai rapporti di lavoro». In particolare, l’attenzione si è concentrata sull’utilizzo del cosiddetto “lavoro a giornata”, che consente ai dipendenti agricoli, anche assunti da più aziende, di prestare attività in modo intermittente in base alle necessità dei datori di lavoro.
Un approfondimento specifico ha riguardato il fenomeno, definito «molto diffuso», delle aziende agricole “senza terra”, spesso imprese individuali, in alcuni casi intestate a cittadini extracomunitari, che assumono manodopera – talvolta connazionali – per poi impiegarla attraverso contratti di appalto e subappalto presso aziende agricole delle province di Siena e Grosseto.
In correlazione a queste situazioni, il Comitato ha rilevato anche «situazioni di degrado abitativo», con fabbricati adibiti a dormitorio per i lavoratori, talvolta in condizione di irregolarità e quindi «esposti alle pressioni dei datori che garantiscono, oltre all’impiego, anche il vitto e altri servizi». È emerso inoltre che molti braccianti impiegati nel Senese e nel Grossetano risiedono in territori limitrofi, confermando la necessità di un approccio interprovinciale.
Al termine della riunione è stata condivisa la decisione di rafforzare l’attività di contrasto alle varie forme di illegalità – lavorativa, tributaria e previdenziale – attraverso l’istituzione di una task force interprovinciale, composta da Forze dell’ordine, Ispettorato del lavoro, INPS e NIL, con l’obiettivo di intensificare i controlli in modo coordinato.
Accanto alle attività ispettive, il Comitato ha deciso di avviare anche una campagna informativa rivolta ai lavoratori, per «portare a conoscenza degli addetti le norme di legge in materia di assunzione, impiego della manodopera e tutela dei diritti».
In chiusura, i prefetti Romeo e Berardino hanno ribadito che le misure adottate «sono essenzialmente rivolte alla protezione dei lavoratori e alla tutela dei loro diritti», sottolineando come questi possano essere pienamente esercitati solo «nel rispetto del valore di legalità, di cui le Prefetture sono un saldo presidio».