Le Scotte sono da record: tre trapianti di rene eseguiti in meno di dodici ore

Alle Scotte va in scena un evento straordinario: in meno di 12 ore all’ospedale sono stati eseguiti tre interventi di trapianto di rene. Questo è stato reso possibile grazie alle generosità dei collaboratori e alla collaborazione con  l’Organizzazione Toscana trapianti e il Centro nazionale trapianti.

Tre le Regioni coinvolte: oltre alla nostra, con Siena, ci sono la Sardegna con l’equipe di Cagliari ed il Piemonte con un team di Torino. Le operazioni di trapianto salgono a 38 nel 2024.

I pazienti, in lista da tempo al centro trapianti di rene dell’Aou Senese, coordinato da Guido Garosi, sono stati operati dai chirurghi Vincenzo Li Marzi e Gian Luigi Adani, con il supporto dell’équipe anestesiologica diretta da Pasquale D’Onofrio.

“La particolarità di questi trapianti – spiega Li Marzi – è nella simultaneità della disponibilità degli organi, arrivati da regioni diverse. Due reni sono giunti da Torino dopo prelievo da donazione post-morte cardiaca, con un trasferimento supportato da macchine da perfusione per mantenere gli organi in condizioni ottimali. L’altro rene, proveniente dalla Sardegna, è stato assegnato prioritariamente a un paziente iperimmune inserito nel programma nazionale”.

Gli interventi “sono andati bene – aggiunge Adani –. I pazienti stanno rispondendo correttamente alle terapie e il decorso è regolare”.

“Il trapianto di rene è l’unica soluzione per i pazienti con insufficienza renale terminale – conclude Garosi –. Garantisce una qualità e durata della vita migliori rispetto alla dialisi. Grazie al lavoro multidisciplinare di tutto il personale, abbiamo raggiunto un risultato importante e offerto una nuova speranza di vita ai pazienti”.

“Un lavoro straordinario – è il commento del Governatore Eugenio Giani – , reso possibile dall’impegno instancabile delle équipe dei nostri professionisti. Un grande risultato che conferma il valore della nostra sanità toscana e un sistema che mette al centro la cura delle persone. Grazie alle donne e uomini del nostro sistema sanitario pubblico, orgogliosi di voi!”.