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“L’IA va governata, non subita”: la linea del progetto europeo partito da Siena

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Governare l’intelligenza artificiale per tutelare il lavoro: è questa la direzione indicata dal progetto europeo FinAi, concluso a Vico Equense dopo due anni di lavoro e confronto tra sindacati, università ed esperti.

Un percorso che ha visto Siena tra i punti di partenza. Proprio nei locali di Siena Ideale, infatti, furono definiti obiettivi e tappe del progetto, avviando un dialogo europeo sui cambiamenti introdotti dall’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, in particolare nel settore finanziario.

Il progetto, coordinato da First Cisl, ha coinvolto realtà accademiche e centri di ricerca come l’Università di Lovanio, la Pontificia Università Salesiana e Adapt, oltre a rappresentanti del mondo sindacale europeo. Nell’incontro conclusivo del 24 marzo i risultati sono stati al centro di una tavola rotonda che ha messo a confronto approcci e prospettive diverse.

Al centro del dibattito i nodi più delicati della trasformazione in atto: la tutela dei lavoratori, l’organizzazione del lavoro e la ridefinizione delle mansioni in un contesto sempre più segnato dall’intelligenza artificiale.

Presente anche il contributo dell’Università di Siena con il professor Massimo Bianchi, che ha affrontato il rapporto tra etica e tecnologia, mettendo in relazione la dottrina sociale della Chiesa con le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale. Siena Ideale ha partecipato con il consigliere Fabio Carlesi.

La conclusione condivisa dai partecipanti è chiara: l’innovazione non può essere subita, ma deve essere accompagnata da scelte politiche e sociali capaci di mettere al centro le persone e il lavoro.