Lilt, al via il progetto “Nastro Rosa” con Cus Siena. Tancredi: “Lo scopo è favorire la rinascita post tumore attraverso la scherma”
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La forza dello sport e la scienza della riabilitazione si uniscono nel progetto “Nastro Rosa”, iniziativa promossa dal CUS Siena A.S.D., in collaborazione con la LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Sezione di Siena, nell’ambito della campagna nazionale Nastro Rosa. L’obiettivo è chiaro e profondo: favorire il recupero funzionale e psicologico delle donne operate di tumore al seno attraverso la pratica adattata della scherma, disciplina che unisce tecnica, concentrazione e rinascita personale.
“Con Scherma in Rosa vogliamo dimostrare che la scherma può essere molto più di uno sport – può diventare un percorso di rinascita – commenta Filippo Carlucci, Vicepresidente Vicario del CUS Siena -. Oggi si presenta questo progetto in collaborazione con la Lilt, ma che guarda a un futuro di prevenzione insieme alla riabilitazione sportiva e fisica. Siamo nel contesto di una visione globale della prevenzione, che passa dalla medicina, dalla nutrizione, dal benessere e quindi anche attraverso l’attività sportive. Matteo Betti, nostro testimonial, si propone in questo contesto non solo come campione sportivo ma anche con un approccio alla didattica della scherma: un ulteriore valore aggiunto di questo progetto”.
Il progetto, che si svolgerà da ottobre 2025 al 15 marzo 2026 presso le strutture del CUS Siena e sarà condotto da un team tecnico e sanitario altamente qualificato.
“Lilt Siena è orgogliosa di contribuire con la propria esperienza clinica e umana a un progetto che mette al centro la persona e la qualità della vita dopo la malattia – spiega la presidente della Lilt Siena Gaia Tancredi -. Questo progetto sarà principe all’interno del nostro ‘Dopo il Tumore’ con il quale tante donne vengono coinvolte, socializzano, stanno insieme in tanti contesti anche sportivi, proprio per ritrovare se stesse e una vita assolutamente normale dopo un’esperienza così devastante”.
A dare ulteriore forza e ispirazione al progetto è il testimonial Matteo Betti, schermidore paralimpico senese e medaglia d’argento ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024, simbolo di determinazione, resilienza e inclusione.