“Il grave episodio avvenuto nell’Istituto Sarrocchi, figlio di una cultura patriarcale ancora purtroppo radicata, dove è stata rinvenuta nei bagni una cosiddetta “lista stupri”, è un segnale allarmante che interroga profondamente il mondo degli adulti, le istituzioni e l’intera comunità educante. Condividiamo le parole della sindaca di Siena quando afferma che “episodi come questo ci ricordano che la scuola, e con essa l’intera comunità, deve continuare a essere un luogo di crescita non solo culturale ma anche morale”. Ma non possono essere solo dichiarazioni di principio. Occorre interrogarsi seriamente perché le scelte politiche di questo Governo vanno in direzione opposta”.
Lo scrive in una nota la Flc Cgil Siena a proposito della notizia della “lista stupri”, con nomi di studentesse scritti sulla parete, trovata all’interno di un bagno dell’Istituto Tito Sarrocchi di Siena, che è stata anticipata dal nostro giornale
“La scuola è il luogo deputato all’educazione, alla riflessione critica, alla prevenzione della violenza e alla costruzione di relazioni sane e rispettose, mentre le recenti decisioni approvate alla Camera – prosegue la sigla- in materia di educazione alla sessualità e all’affettività vanno in direzione opposta e impongono un silenzio educativo: qualsiasi attività su questi temi nelle scuole potrà essere svolta solo previa autorizzazione scritta delle famiglie, limitando di fatto l’autonomia educativa delle istituzioni scolastiche. Riteniamo questa impostazione profondamente sbagliata. Non perché il ruolo delle famiglie non sia centrale, ma perché scaricare esclusivamente su di esse il “diritto-dovere educativo” significa indebolire la scuola proprio nel momento in cui avrebbe più bisogno di essere rafforzata”.
Come FLC CGIL Siena “vogliamo ribadire con forza che le insegnanti e gli insegnanti sono già oggi in prima linea su questi temi, con professionalità, competenza e responsabilità. I Piani dell’Offerta Formativa delle scuole del nostro territorio prevedono da anni progettualità sull’educazione all’affettività, al rispetto, alla parità di genere e alla prevenzione della violenza, spesso in collaborazione con enti, associazioni e servizi del territorio”, si legge.
“Chiediamo che alla scuola venga permesso di continuare a svolgere pienamente questo compito, senza vincoli ideologici e senza diffidenze preconcette, con la correttezza, la serietà e l’attenzione che da sempre la contraddistinguono – concludono-.La scuola italiana è all’avanguardia su questi temi: limitarne l’azione significa rinunciare a uno degli strumenti più efficaci per contrastare la cultura della sopraffazione e della violenza”.