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“Lista stupri”, la Cisl: “Zero tolleranza verso questi atti”. Bondi e Salvini: “Gesto da sfigati, non si sottovaluti l’emulazione”

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Solidarietà verso le studentesse del Sarrocchi e ferma condanna di un episodio giudicato “vile” che “non deve essere derubricato a una semplice “bravata” o a un fenomeno di emulazione superficiale”.

Questa la presa di posizione della Cisl Scuola Siena in merito alla “lista stupri” vergata in una parete del bagno del plesso scolastico. La notizia è stata anticipata dal nostro giornale.  “Mettere alla gogna i nomi di giovani studentesse è una forma di violenza psicologica e di genere che non trova spazio nei valori di rispetto e civiltà che la scuola rappresenta ogni giorno”, scrive la segreteria che esprime “pieno appoggio” alla preside Cecilia Martinelli e al personale dell’istituto “per la tempestività e la fermezza con cui hanno gestito la situazione”. Il sindacato si dice preoccupato” per “la natura emulativa di tali gesti, che evidenzia una fragilità educativa su cui è necessario intervenire con forza”.

“I giovani del Sarrocchi autori del gesto, quegli amici che hanno, magari, loro battuto le mani nel vederglielo fare devono capire che fare una cosa del genere è da “sfigati”, non da “fighi”: dicono in una nota congiunta Paolo Salvini e Lorenza Bondi, Forza Italia. “Doverosa l’attenzione per la lista stupri comparsa sui muri dell’istituto Sarrocchi perché è necessario che i giovani che hanno sottovalutato la portata di un tale termine ne comprendano i risvolti – aggiungono-. Purtroppo assistiamo sempre più spesso ad azioni lesive commesse da giovanissimi ai danni dei loro coetanei. In alcuni casi con esiti tragici, pensiamo al recente accoltellamento a La Spezia, in altri forse per spirito di emulazione come nel caso del proliferare delle liste stupri nelle scuole. L’emulazione, anche se fatta come “bravata”, non può essere sottovalutata, soprattutto nella società in cui viviamo in cui il passaggio, da parte di alcuni, dalle parole ai fatti è talvolta rapido. Il significato di una parola predatoria e crudele come ‘stupro’ deve essere ben compreso soprattutto dalle nuove generazioni”.

Il caso è un “segnale evidente di un’escalation che riguarda un disagio profondo e diffuso tra le nuove generazioni”, rileva Filippo Giomini, segretario regionale e vicesegretario nazionale dei Giovani Democratici Toscana. “Fa sorridere amaramente – prosegue – vedere una destra che dopo tre anni di governo continua a parlare di sicurezza come se fosse all’opposizione, limitandosi a slogan repressivi e propaganda. La verità è che questo governo non ha investito un euro su prevenzione, scuola, salute mentale, spazi di aggregazione e politiche giovanili. Il fatto che affermi come il 2026 sia l’anno in cui si occuperanno di sicurezza, è un’ammissione di colpa”. Secondo Giomini, “è ancora più grave l’atteggiamento di Gioventù Nazionale, che di fronte a questa emergenza si volta dall’altra parte, incapace di assumersi una responsabilità politica e culturale verso le ragazze e i ragazzi di questo Paese”.