L’odissea della famiglia senese bloccata nel Golfo: “Tornati solo per fortuna. Farnesina? Assente. Abbiamo fatto da soli”
Condividi su
Bloccata per giorni ad Abu Dhabi con due bambini piccoli mentre nel Golfo esplodeva la crisi militare, Sara Pellegrini è riuscita a rientrare a Siena quasi per caso.
Un ritorno che, nel suo racconto, porta con sé anche una critica alla gestione dell’emergenza da parte della Farnesina. “Abbiamo dovuto fare tutto un po’ di testa nostra, tentando la fortuna”, racconta l’architetta senese, contradaiola della Tartuca, che nei giorni scorsi era rimasta intrappolata negli Emirati insieme al marito e ai due figli.
Oggi la famiglia è finalmente tornata a casa, ma il ricordo di quei giorni resta ancora vivido. “Adesso siamo al settimo cielo. Vedere i nostri bambini sereni è la cosa più importante. Dormire senza il rumore dei missili in sottofondo è un sollievo enorme”, spiega.
Il rientro è arrivato solo dopo un viaggio complicato, quasi un’odissea. La svolta è arrivata lunedì sera, quando una connazionale ha avvisato che in hotel era arrivato un rappresentante della compagnia aerea Etihad.
“Ci hanno detto che il giorno dopo sarebbero partiti i primi voli per l’Italia. Siamo scesi subito in reception e abbiamo fatto la fila fino alle due di notte per provare ad avere un posto”, continua Pellegrini.
La mattina successiva però nessuna conferma era arrivata via email, e tutto sembrava di nuovo bloccato. A quel punto la famiglia ha deciso di tentare comunque. “Abbiamo deciso di andare lo stesso all’aeroporto, anche senza biglietto”, spiega.
Una scelta rischiosa ma decisiva. All’aeroporto la situazione era caotica e molti voli risultavano già pieni. Sara e la sua famiglia hanno deciso di restare fino all’ultimo. “Mezz’ora prima della partenza si sono liberati dei posti e siamo riusciti a salire sull’aereo per Roma. È stata davvero una questione di fortuna”.
L’atterraggio in Italia è stato accompagnato da un momento di grande sollievo. “Quando siamo arrivati ci siamo abbracciati tutti e sull’aereo è partito un grande applauso”.
A Siena la famiglia ha trovato anche l’affetto della comunità. “La nostra bambina è tornata all’asilo e tutti l’hanno accolta con grande affetto. Eravamo molto provati e questo sostegno ci ha fatto davvero bene”.
Restano però i segni della tensione accumulata nei giorni della crisi. “I piccoli sono i più sereni. Io e mio marito invece dormiamo ancora male e dobbiamo riabituarci alla normalità. Durante la notte gli attacchi si intensificavano – racconta Pellgrini-. Molti missili venivano intercettati, ma qualcuno riusciva comunque a superare l’antiaerea. Abbiamo provato una grande tensione e un senso generale di impotenza”.
Nel suo racconto torna anche la critica alla gestione dell’emergenza. “L’unica indicazione che avevamo ricevuto era quella di seguire i social dell’ambasciata. Secondo me serve un sistema più strutturato per riportare gli italiani a casa – prosegue-. Non può dipendere tutto dalla fortuna o dall’iniziativa personale”.
Diversa invece la percezione dell’assistenza ricevuta negli Emirati.”Siamo stati trattati benissimo. Ci hanno dato alloggio, cibo e assistenza. Ci siamo sentiti accolti e al sicuro”.
Intanto altri italiani restano ancora bloccati nella regione. “Parlo ancora con alcune persone che sono lì e non sono riuscite a partire. La gente è stanca e preoccupata. Spero che si riesca a trovare presto una soluzione per tutti”.