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Mercosur, Coldiretti Siena alza il muro: “No ad accordi senza reciprocità”

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Il Mercosur resta una linea rossa invalicabile per l’agricoltura senese. All’avvio del 2026, la Coldiretti locale mette in guardia da accordi commerciali che rischiano di penalizzare le imprese agricole locali, ribadendo una contrarietà netta a qualsiasi intesa che non garantisca regole uguali per tutti.

Nel documento diffuso in occasione dell’inizio del nuovo anno, l’associazione di categoria sottolinea che “PAC e Mercosur restano due temi distinti che non possono essere confusi: il recupero delle risorse per il sostegno al reddito degli agricoltori non può diventare una contropartita per accettare accordi commerciali privi di garanzie adeguate”. Una posizione che riprende e rafforza quella già espressa a livello nazionale.

Accanto al nodo Mercosur, Coldiretti fa il punto sulle principali sfide che attendono il settore agricolo nel 2026, in un contesto segnato da tensioni internazionali ma anche da risultati ottenuti grazie alla mobilitazione del mondo agricolo. Centrale è il tema della Politica Agricola Comune. “Uno dei temi che ha caratterizzato la chiusura del 2025 è stato il confronto sulla PAC, che ha portato migliaia di agricoltori a manifestare a Bruxelles contro le ipotesi di revisione avanzate dalla Commissione europea”, ricorda Coldiretti Siena.

Su questo fronte l’associazione rivendica un risultato definito fondamentale: “Le risorse destinate agli agricoltori italiani nella PAC 2028-2034 salgono a 10 miliardi di euro, un miliardo in più rispetto all’attuale programmazione”. Un cambio di rotta che, secondo Coldiretti, è “frutto delle mobilitazioni portate avanti in Italia e in Europa, compresa quella dello scorso 18 dicembre, e dell’impegno del Governo italiano e del ministro Lollobrigida”.

Ora però, avverte l’organizzazione, “è essenziale che agli annunci seguano atti legislativi europei chiari e vincolanti, in grado di garantire che queste risorse siano realmente destinate alla difesa del reddito degli agricoltori”. Restano inoltre aperte alcune criticità, tra cui “l’azzeramento del dazio sui fertilizzanti introdotto con il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere”.

Particolare attenzione viene riservata anche alle aree rurali. Coldiretti Siena evidenzia come “la modifica che consentirà di destinare il 10% del Fondo unico alle aree rurali, pari a circa 48 miliardi di euro, potrà essere utilizzata in modo concreto per sostenere aree interne, collinari e montane”, valorizzando il lavoro degli agricoltori che operano stabilmente in territori come molte zone della provincia di Siena.

Tra le parole chiave del 2026 restano anche i dazi, in particolare quelli statunitensi. “Permane una forte preoccupazione per le ricadute su un territorio come quello senese, dove il comparto vitivinicolo rappresenta un asse strategico”, sottolinea Coldiretti Siena, richiamando le difficoltà legate alle tensioni sui mercati internazionali.

Sul Mercosur, la posizione resta senza margini di ambiguità: “Le stesse regole imposte alle imprese agricole italiane ed europee devono valere anche per i prodotti importati da altri continenti”. E le rassicurazioni sui controlli non bastano, perché “oggi viene controllata solo una minima parte dei prodotti agroalimentari che entrano nell’Unione Europea”.

Il messaggio finale è netto: “Difendere l’agricoltura oggi significa difendere il lavoro, la qualità del cibo e l’identità dei territori, guardando al futuro senza perdere le proprie radici”.