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Mercosur, la protesta della Coldiretti Siena davanti al Parlamento Ue: “Si fermi la follia di Von der Leyen”

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Sul Mercosur “la nostra battaglia, la nostra mobilitazione, continuerà finché non saremo riusciti ad ottenere delle risposte chiare da parte delle istituzioni europee”.

Lo afferma la Coldiretti di Siena, presente stamani con una delegazione di imprenditori davanti alla sede del Parlamento Europeo per protestare contro l’accordo. A Strasburgo erano presenti la presidente regionale Letizia Cesani e il delegato di Coldiretti giovani impresa Giosef Sabatini, insieme al presidente nazionale Ettore Prandini.

“La firma del Mercosur senza reciprocità e le dovute garanzie sui controlli sarebbe per Coldiretti oltre che, come detto, un grave danno per cittadini consumatori e agricoltori, un pericoloso precedente per tutti i futuri possibili accordi che permetterebbero così di far entrare in Europa, e finire sulle nostre tavole, cibi prodotti senza gli stessi standard sanitari, ambientali, di lavoro etico e di sicurezza alimentare per i consumatori europei, che sono richiesti agli agricoltori della Ue. Importare prodotti che sono realizzati con regole completamente diverse e con lo sfruttamento della manodopera minorile riteniamo che sia un’ingiustizia non solo nei confronti dell’agricoltura, ma fatta nei confronti dell’intera collettività”, spiega l’associazione in una nota.

“Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza – sottolinea Cesani – nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese. Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori. La nostra battaglia – conclude la presidente regionale – continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea”.