Il volantino “fake” da un lato e la finta email dall’altro: le truffe e i tentativi di furto corrono sia sul web sia sui portoni di Siena e provincia. E usano indebitamente i nomi di due ministeri: quello della Salute e quello dell’Interno.
Proprio il dicastero guidato da Orazio Schillaci ha reso noto, con un comunicato, che sta circolando una email che invita i cittadini a rinnovare la tessera sanitaria. “Si tratta di una campagna di phishing finalizzata a sottrarre dati personali e sensibili. Non si tratta di comunicazioni ufficiali – viene chiarito –. Le email fraudolente invitano l’utente a cliccare su un link per procedere al presunto rinnovo della tessera sanitaria. Il link rimanda a un sito web falso, graficamente simile alle piattaforme istituzionali, all’interno del quale viene richiesto di compilare un modulo con numerosi dati personali e sensibili. I dati raccolti possono essere utilizzati per scopi illeciti, come la rivendita delle informazioni, la clonazione di documenti o altre attività fraudolente”.
Il Ministero ricorda che non vengono inviate email con link per il rinnovo della tessera sanitaria, né viene richiesto l’inserimento di dati personali tramite moduli online non istituzionali.
“Si ricorda che: la tessera sanitaria ha una validità di sei anni; in assenza di smarrimento o furto non è necessario effettuare alcuna richiesta di rinnovo; la nuova tessera viene inviata automaticamente alla scadenza; eventuali richieste vanno effettuate esclusivamente tramite i canali ufficiali, come il sito dell’Agenzia delle Entrate”, recita la nota.

Cosa fare dunque? “Non cliccare sui link contenuti nelle email sospette; non fornire dati personali o sensibili; cancellare immediatamente il messaggio”: sono i consigli del dicastero, che invita inoltre, per aggiornamenti e informazioni, a fare riferimento esclusivamente ai propri siti istituzionali o a quelli delle amministrazioni competenti.
Il presunto volantino del Ministero dell’Interno, invece, è stato segnalato sui social dai cittadini. “Si invitano gli eventuali non residenti di questo edificio a lasciare le abitazioni ospitanti, per rientrare nel loro domicilio di residenza – si legge nel foglio –. Le autorità svolgeranno dei controlli nei condomini e nelle abitazioni private. Si prega di presentare i seguenti documenti: documento d’identità con foto e specificato indirizzo di residenza; documento di locazione o contratto di affitto. Altri documenti che comprovino la presenza in domicilio differente dal proprio di residenza per gravi motivi, quali necessità legate a malattia o assistenza agli anziani, comprovate da certificazione medica, o motivi inderogabili di lavoro che rientrino nella relativa categoria ATECO. Tutte le presenze non giustificate verranno denunciate ai sensi dell’articolo 1, comma 1, dell’8/20, disposto dall’articolo 3, comma 4, del 23/20, articolo 4, comma 2, che prevede: ammenda fino a 206 euro, arresto fino a tre mesi, reclusione da tre a dodici anni nei casi più gravi”.
Un invito a lasciare la casa, dunque, con il rischio di esporre le abitazioni all’azione dei ladri.