Una sede scolastica certa, spazi adeguati e garanzie sulle uscite di emergenza. Sono queste le richieste degli studenti del Monna Agnese di Siena, che dopo anni di attese e promesse chiedono alle istituzioni una soluzione definitiva ai problemi che riguardano gli edifici scolastici. La protesta arriva attraverso un comunicato stampa dal titolo “La scuola non è un favore, è un nostro diritto”, con il quale gli studenti denunciano una situazione che ritengono ormai insostenibile.
Da giorni la comunità studentesca è impegnata nella ricerca di risposte sul problema delle sedi e su quello delle vie di esodo. Due questioni che, secondo gli studenti, non possono più essere affrontate attraverso rassicurazioni generiche o impegni privi di scadenze.
“È inaccettabile che, ancora una volta, siano gli studenti e le studentesse a dover lottare per ottenere condizioni che dovrebbero essere garantite da sempre”, si legge nella nota.
Al centro della protesta c’è soprattutto l’incertezza sul futuro della scuola. Gli studenti ricordano di aver ascoltato per anni annunci di progetti e soluzioni imminenti, senza che le criticità venissero definitivamente superate.
“Non è normale dover lottare per avere una scuola. Non è normale non avere certezze sulla propria sede. Non è normale dover discutere continuamente di spazi adeguati e di questioni fondamentali come la sicurezza e le vie di esodo”, denunciano.
La questione, sottolineano, non riguarda soltanto l’organizzazione delle attività didattiche, ma coinvolge diritti riconosciuti dalla Costituzione e dalla normativa scolastica.
Nel comunicato vengono richiamati il diritto all’istruzione previsto dall’articolo 34 della Costituzione, quello alla sicurezza e alla tutela dell’incolumità , gli obblighi previsti dal decreto legislativo 81 del 2008 e le garanzie contenute nello Statuto delle studentesse e degli studenti.
Gli studenti precisano di non voler affermare che tali disposizioni siano state necessariamente violate, ma chiedono che venga verificata la piena conformità delle condizioni attuali agli obblighi di legge.
Una distinzione importante, che accompagna una richiesta precisa: ottenere risposte documentate sulla sicurezza degli ambienti e sulle prospettive della sede scolastica.
“Noi non siamo numeri, non siamo un problema da spostare da un edificio all’altro e non siamo una comunità che può essere lasciata in attesa ogni volta che le istituzioni non riescono a trovare una risposta”, prosegue il comunicato.
Gli studenti rivendicano il diritto a frequentare una scuola dignitosa, con ambienti adeguati allo studio e alla vita quotidiana, senza dover convivere con l’incertezza sulla disponibilità degli spazi.
Il messaggio è rivolto alle istituzioni chiamate a individuare una soluzione. Dopo anni di attesa, sostengono gli studenti, non sono più sufficienti le rassicurazioni.
“Non ci interessano altre dichiarazioni di circostanza, non ci bastano altre rassicurazioni e non vogliamo sentirci ripetere che bisogna avere pazienza. La pazienza l’abbiamo già avuta. Le promesse le abbiamo già ascoltate”.
La richiesta è quella di conoscere tempi, responsabilità e interventi concreti. Gli studenti spiegano di aver deciso di rivolgersi alla stampa proprio per richiamare l’attenzione pubblica su problemi che, a loro giudizio, non hanno ancora trovato risposte adeguate.
“Adesso servono fatti, date certe, responsabilità precise e una soluzione definitiva”, ribadiscono.
E assicurano che continueranno a seguire la vicenda, senza lasciare che l’attenzione si spenga dopo l’ennesimo confronto.
“Non chiediamo privilegi. Pretendiamo diritti. Non chiediamo favori. Pretendiamo responsabilità ”.