Cinquemila uscite, ma anche 2.500 nuovi ingressi. E soprattutto una lente puntata sulla Toscana, dove l’eventuale matrimonio tra Mps e Banco Bpm produrrebbe la maggiore sovrapposizione tra filiali. Cominciano a emergere i numeri del possibile riassetto occupazionale e territoriale legato all’operazione che vede il Monte puntare su Banco Bpm.
A riportarli è Repubblica, sulla base di una lettera di 15 pagine inviata da Mps alla Consob il 25 agosto in risposta alle richieste della Commissione dopo l’annuncio delle offerte su Banco Bpm e Banca Generali.
Sul fronte del personale, Mps stima risparmi fino a circa 400 milioni di euro, attraverso circa 5mila uscite, concentrate soprattutto nelle strutture centrali e di coordinamento commerciale. Il piano, secondo quanto indicato nella documentazione, passerebbe attraverso prepensionamenti volontari.
Alle uscite si affiancherebbe però un programma di nuovi inserimenti, indicativamente nel rapporto di un’assunzione ogni due uscite. Tradotto: a fronte di 5mila uscite si possono stimare circa 2.500 nuovi ingressi, con un saldo teorico di 2.500 dipendenti in meno nel nuovo gruppo.
L’altro capitolo riguarda gli sportelli. Mps avrebbe effettuato una simulazione sulle possibili sovrapposizioni della rete dopo l’aggregazione. Considerando una quota massima del 25% del mercato provinciale, il nuovo gruppo supererebbe questa soglia in 15 province, con circa 115 sportelli eccedenti.
È soprattutto la Toscana a finire sotto la lente: sarebbero 52 le filiali oltre la soglia del 25%, il numero più alto tra le regioni interessate. Utilizzando invece una soglia del 30%, gli sportelli toscani coinvolti scenderebbero a 33, mentre a livello complessivo si passerebbe da 115 a 57.
Numeri che, però, non equivalgono a un piano già deciso di chiusura delle filiali. Secondo quanto riportato da Repubblica, Mps non prevede infatti chiusure dovute alle sovrapposizioni delle reti, salvo quelle che dovessero eventualmente essere richieste dall’Antitrust.