Il futuro del Monte dei Paschi non può essere deciso soltanto nelle stanze della finanza. E soprattutto non può essere pagato da chi, ogni mattina, entra negli uffici e nelle filiali della banca. Dopo la bocciatura delle operazioni proposte dal consiglio di amministrazione di Mps, la Fisac Cgil rompe il silenzio e chiede garanzie immediate per i lavoratori: nessun taglio occupazionale, tutela delle professionalità, mantenimento delle sedi e delle filiali, nessun trasferimento imposto.
La presa di posizione arriva mentre il destino della banca senese resta legato all’offerta di Intesa Sanpaolo, alle decisioni degli azionisti e alle valutazioni delle autorità competenti, compreso l’Antitrust.
L’assemblea degli azionisti ha respinto le proposte del consiglio di amministrazione, dall’incorporazione di Mediobanca alle offerte di scambio su Banco BPM e Banca Generali. Una bocciatura che ha aperto una nuova fase di incertezza sul futuro del gruppo.
“Qualunque sia l’esito, nessuna decisione potrà essere presa sulla testa di chi ogni giorno fa funzionare questa banca”, avverte la Fisac Cgil di Gruppo e Banca Mps, ricordando che in gioco ci sono i destini di migliaia di lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie.
Il sindacato rivendica il contributo dei dipendenti ai risultati raggiunti negli ultimi anni, sottolineando gli sforzi e i sacrifici sostenuti durante le diverse fasi di trasformazione dell’istituto.
“Non accetteremo che il nostro futuro venga misurato solo con il metro del mercato, al servizio degli interessi di azionisti e grandi capitali”, si legge nella nota diffusa dalla segreteria.
Le richieste sono precise: garanzie certe e verificabili sull’occupazione, salvaguardia delle professionalità, mantenimento di tutti i poli e dei presidi delle funzioni centrali, tutela della rete delle filiali e nessuna mobilità territoriale imposta.
Per questo la Fisac Cgil sollecita un confronto immediato e trasparente con tutti i soggetti coinvolti, chiedendo impegni concreti prima che vengano assunte decisioni capaci di incidere sull’organizzazione della banca.
Il sindacato pone inoltre il tema della redistribuzione del valore prodotto dai dipendenti, chiedendo che gli sforzi compiuti negli ultimi anni trovino finalmente un riconoscimento economico adeguato.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere gli sviluppi dell’offerta di Intesa e gli eventuali effetti sull’assetto del Monte dei Paschi. Ma la posizione della Fisac Cgil è già definita: “Il futuro di chi lavora in Mps non può essere subordinato a nessuna operazione finanziaria”.
La sigla sindacale annuncia infine che assumerà tutte le iniziative necessarie per difendere i lavoratori, mentre il futuro della banca più antica del mondo resta al centro di una partita finanziaria che coinvolge direttamente anche Siena e il suo territorio.