“Io sono molto tranquillo e penso che da qui a quando la vicenda finirà avremo tante altre uscite giornalistiche da commentare. Quello che conta però sono i fatti”.
Lo ha detto il senatore del Pd Silvio Franceschelli, a margine del Consiglio comunale monotematico sul futuro di Mps, rispondendo alle domande sulle diverse posizioni emerse all’interno del Partito democratico a livello nazionale.
Interpellato in particolare sulle dichiarazioni della segretaria Elly Schlein, Franceschelli ha spiegato: “È evidente che noi non siamo in grado di incidere rispetto ai mercati. Non siamo in grado di poter dire agli investitori se tenere o vendere le quote che sono in loro possesso”. Secondo il senatore, “molto inciderà il management e la capacità di prospettiva rispetto a quello che è il progetto bancario che sono in grado di proporre agli investitori”. Per Franceschelli, dunque, le parole della segretaria si riferivano “soprattutto al fatto che il mercato non lo controlliamo”. Il parlamentare senese ha però sottolineato che la politica può e deve indicare i principi da tutelare.
“Essendo in ballo moltissimi posti di lavoro, essendo in ballo un modello creditizio che riguarda l’intero Paese in termini di competitività e di concorrenza, credo ci sia anche una sintesi”, ha affermato, richiamando anche le posizioni del responsabile economico del Pd Antonio Misiani. Per Franceschelli i punti fermi sono “la salvaguardia di un’identità, di un marchio storico, la salvaguardia dell’occupazione e delle professionalità, la salvaguardia della capillarità delle filiali”.
Proprio la presenza degli sportelli rappresenta, secondo il senatore, un elemento da non sottovalutare: “Non si abbia la desertificazione bancaria, che è un tema gravissimo, perché troppo spesso noi parliamo di aree interne, ma per vivere nelle aree interne ci vogliono i servizi. I servizi bancari sono un pezzo di vita nelle aree interne”. La sintesi, per Franceschelli, è che “Banca Monte dei Paschi è un patrimonio di Siena, della Toscana, ma dell’Italia intera”.
Il senatore ha infine ricordato la crisi attraversata dall’istituto e “i sacrifici che hanno fatto i lavoratori che hanno accompagnato la ristrutturazione”. “Nel 2021 c’ero, ero presidente della Provincia e so quelli che erano gli scenari all’epoca. La situazione era ancora più buia di quanto non lo sia oggi e, stando tutti uniti, ce l’abbiamo fatta”. Anche oggi, ha concluso, l’obiettivo deve essere “persuadere tutti quelli che sono gli attori della vicenda a valutare il valore di una banca primaria come il Monte dei Paschi sul sistema nazionale”, puntando sulla concretezza dei progetti “più che sulle affermazioni di parti politiche o di contrapposizione tanto per fare”.