Mps guarda al futuro, ma il passato torna a bussare: appuntamento con i processi a Milano
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Il futuro di Rocca Salimbeni corre verso nuove aggregazioni, ma dal passato continuano ad arrivare conti da chiudere. Mentre politica e mercato discutono di ciò che diventerà Mps, a Milano tornano infatti in primo piano due vicende legate alla vecchia gestione della banca.
Domani, 8 settembre, riparte il processo sui mancati accantonamenti per i crediti deteriorati nei bilanci tra il 2014 e il 2016. Secondo la semestrale di Mps, le richieste di risarcimento per le quali il rischio di una condanna viene considerato probabile o possibile sono salite complessivamente a 487 milioni di euro, anche per l’aumento delle parti civili, vicine a quota cinquemila. Il 9 settembre si apre invece davanti al Tribunale di Milano un’altra partita: quella sul bond Fresh 2008, uno degli strumenti utilizzati per finanziare l’acquisto di Antonveneta. Mps punta, tra le altre cose, a ottenere da JpMorgan 49,9 milioni di euro.
Il passato torna così a bussare a Monte dei Paschi proprio mentre intorno alla banca si decide il futuro. E le dichiarazioni politiche arrivate dal forum di Cernobbio mostrano quanto la strada sia ancora tutta da definire.
Il sottosegretario Federico Freni ha spiegato che la quota ancora posseduta dal Tesoro sarà venduta quando sarà più conveniente per lo Stato e quindi per i cittadini. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha aggiunto che il percorso per la vendita era già stato avviato, ma l’arrivo delle offerte su Mps lo ha fermato: adesso, sostiene Giorgetti, il Tesoro resta neutrale e non vuole interferire nelle operazioni in corso.
Anche Elly Schlein e Matteo Renzi criticano un’eccessiva presenza del Governo nelle partite bancarie, ma su Mps prendono due strade opposte. Per la segretaria del Pd lo Stato deve restare azionista dell’Istituto; per il leader di Italia Viva, invece, il Tesoro deve uscire.
E poi c’è Siena, che pone una questione ancora diversa. Comune, Provincia e Regione non hanno indicato quale operazione debba prevalere, ma chiedono di salvaguardare l’integrità della banca, il suo radicamento sul territorio e il ruolo di Siena. Una linea ribadita dal Consiglio comunale e poi dal coordinamento permanente costituito tra istituzioni e parlamentari toscani.