Le segreterie di coordinamento dei sindacati di Monte dei Paschi mettono subito alcuni paletti dopo l’approvazione del piano industriale: il rilancio non può prescindere da lavoratrici e lavoratori e non deve produrre effetti traumatici sul piano occupazionale.
Le sigle in una nota congiunta parlano di “evoluzione del modello operativo verso un gruppo finanziario integrato”, ma precisano che “il ruolo della banca commerciale e della rete territoriale resti centrale, quale presidio di prossimità per famiglie e imprese e fattore distintivo di fiducia nei territori”.
Il nodo più delicato è quello delle sinergie e della razionalizzazione organizzativa. “La gestione delle eventuali sovrapposizioni funzionali dovrà avvenire senza impatti traumatici sul piano occupazionale e valorizzando le professionalità esistenti”. E ancora: “La tutela e lo sviluppo delle lavoratrici e dei lavoratori rappresentano una condizione essenziale per la riuscita del piano”.
Attenzione anche alla digitalizzazione e alla trasformazione del modello di servizio: dovranno essere accompagnate da “percorsi strutturati di formazione e riqualificazione professionale”, con equità nelle opportunità di crescita e sostenibilità dei carichi di lavoro
Altro punto sensibile è l’evoluzione delle filiali verso un’attività consulenziale a maggior valore: servirà, scrivono, “monitorare con attenzione le pressioni commerciali e prevenire fenomeni di stress lavoro-correlato”
In attesa di un primo confronto con l’amministratore delegato Luigi Lovaglio, il coordinamento della Fisac Cgil ribadisce che “va messo al centro di ogni ragionamento il ruolo svolto negli anni dalle lavoratrici e dai lavoratori di Banca Mps, che con il loro impegno e con i sacrifici sostenuti hanno reso possibile il rilancio e la crescita della banca”.
Per Federico Di Marcello e Luigi Pizzuto, coordinatori del sindacato nella banca e nel gruppo Mps, è centrale “la valorizzazione delle professionalità, la tutela del perimetro del gruppo e del radicamento sui territori”, insieme a “un ulteriore e significativo riconoscimento in termini sia normativi che economici”.
Infine un avvertimento chiaro dalle sigle: il piano industriale non dovrà interferire con la contrattazione di secondo livello già avviata, che -sottolineano- dovrà chiudersi in tempi brevi