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Non rispetta la sorveglianza speciale e torna a Siena: arrestato ventenne

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Nonostante i divieti di allontanamento e la misura di sorveglianza speciale appena notificata, è tornato di nuovo a Siena. È stato così arrestato un ventenne dagli agenti della Polizia dopo essere stato segnalato per comportamenti molesti in Piazza del Campo.

Il ragazzo, di origini straniere ma cittadino italiano, era già ben conosciuto dalle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, alcuni dei quali commessi quando era ancora minorenne, ed altri in materia di armi e stupefacenti per i quali è stato più volte denunciato. Il suo nome inoltre era emerso nelle indagini sulle risse e sulle aggressioni tra gruppi di giovani avvenute tra marzo e aprile scorsi nelle zone de La Lizza e Piazza Gramsci, episodi che avevano suscitato forte allarme in città. Per questo motivo era stato segnalato alla Procura.

Proprio per quei fatti il Questore Ugo Angeloni aveva disposto nei suoi confronti la misura del divieto d’accesso alle aree principali del centro per tre anni, seguito poi da un ulteriore provvedimento di allontanamento da Siena e dai comuni limitrofi con divieto di rientro per quattro anni.

Nonostante ciò, il ventenne era stato più volte denunciato dalla Polizia, dai Carabinieri e dalla Municipale per aver ignorato i provvedimenti. La Divisione Anticrimine della Questura aveva quindi chiesto al Tribunale di Firenze l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza in provincia di Lucca.

Il Tribunale di Firenze – sezione misure di prevenzione ha accolto la proposta il 5 novembre e la misura è stata notificata due giorni dopo. Ma il giovane, incurante del provvedimento, è tornato a Siena ed è stato arrestato.

“Esprimo un apprezzamento al personale della Questura di Siena che ha saputo ben interpretare un modello operativo di efficace contrasto verso le fenomenologie di microcriminalità che però incidono profondamente sulla insicurezza della comunità – le parole del questore Ugo Angeloni-. Un approccio di prevenzione ma anche di repressione che ha saputo ben valorizzare tutti gli strumenti normativi a disposizione: dai provvedimenti amministrativi del questore, autorità provinciale di pubblica sicurezza., come il divieto d’accesso. ed i divieti di ritorno nel comune, alle misure dell’autorità giudiziaria che, sicuramente, costituiscono un provvedimento in grado di porre fine alla sequenza dei reati commessi, evitandone la futura ripetizione”.