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Palestina, da Sinistra Italiana Siena la solidarietà a Francesca Albanese. “Ora un forum cittadino per la pace”

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Sinistra Italiana Siena esprime piena solidarietà a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, “oggetto di un attacco inaccettabile da parte del governo francese e tedesco che ne hanno chiesto le dimissioni”, spiega il partito in una nota.

“Le parole attribuitele dal ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot risultano una distorsione di quanto effettivamente dichiarato durante il forum di Al Jazeera, dove Albanese ha denunciato un sistema – non un popolo – che rende possibili gravi violazioni del diritto internazionale in Palestina – si legge ancora-. Dai video pubblicati emerge con chiarezza come il suo intervento abbia richiamato le responsabilità di capitali finanziari, tecnologie e industrie belliche nell’alimentare un clima globale di guerra e violenza. Albanese ha inoltre ribadito l’urgenza di una mobilitazione internazionale per la pace, per i diritti umani e per la tutela del diritto al dissenso pacifico”.

“Come forza politica pacifista e antiliberista, riteniamo necessario rafforzare un movimento internazionale per la pace capace di contrastare fake news, manipolazioni e la logica della guerra permanente sostenuta dall’industria degli armamenti e dalla finanza speculativa – proseguono-. La strumentalizzazione che accusa falsamente Albanese di antisemitismo non solo colpisce una relatrice ONU, ma indebolisce il ruolo delle Nazioni Unite e la libertà di chi documenta violazioni del diritto internazionale.Ribadiamo quindi il nostro sostegno al suo lavoro per la giustizia e per i diritti del popolo palestinese e chiediamo al governo italiano di opporsi a queste pressioni, tutelando l’indipendenza degli esperti delle Nazioni Unite”.

“Anche a Siena riteniamo urgente rafforzare la partecipazione al forum per la Pace al fine di esplicitare maggiormente il rapporto tra l’economia di guerra – che produce devastazione in Palestina e insicurezza sociale anche qui– e la progressiva distrazione delle risorse destinate a sanità, scuola e rinnovo dei contratti e delle tutele dei lavoratori sempre più sacrificate a favore della spesa militare – aggiungono-. I capitali finanziari e gli strumenti tecnologici che alimentano le economie di guerra contribuiscono a concentrare ricchezza in poche mani e sottraggono futuro ai giovani e alle fasce più fragili.Per questo proponiamo di rafforzare il movimento pacifista e nonviolento, coinvolgendo partiti, associazioni, sindacati, movimenti e cittadine e cittadini. Invitiamo tutte e tutti ad unire le proprie forze per questi obiettivi e a promuovere insieme spazi di confronto e iniziativa sulle violazioni della pace e dei diritti umani, dalla Palestina ai nostri quartieri”.