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Non ce l’abbiamo fatta a restare fermi.
La voglia di migliorarci era troppo grande.
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Pandemia e guerra mettono il clima in secondo piano: in pochi alla manifestazione di Fridays for Future
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Pandemia e guerra a Siena mettono in secondo piano l’emergenza climatica. E questo lo si vede all’odierna mobilitazione di Fridays for Future che ha registrato pochi partecipanti.
I manifestanti- partiti da Piazza della Posta ed arrivati in Piazza del Campo – erano una settantina, ma sul dato ‘incide’ la corposa rappresentanza della Cgil che ieri aveva annunciato la sua adesione all’iniziativa. Le immagini di qualche anno fa, eravamo in era pre-covid, con la protesta di centinaia di ragazzi sembrano un lontano ricordo. E ad ammetterlo è anche uno dei portavoce di Fridays for Future Siena, Manolo Zocco.
“Il 19 marzo di tre anni fa la Conchiglia era piena ed il corteo era un fiume. Questo ci aveva enormemente soddisfatto. Ma è ovvio però che gli eventi di questi due anni hanno fatto scattare qualcosa – spiega-. I motivi del nostro scendere in piazza adesso sembrano meno importanti rispetto ai temi d’attualità che viviamo ogni giorno. E questo ha fatto sì che non ci sia stata la giusta partecipazione. Il fatto è comprensibile e noi siamo ancora cercando di sensibilizzare i cittadini sul tema dell’ambiente”.
Zocco però non si perde d’animo: “a livello mondiale sta accadendo tutt’altro rispetto a quello che abbiamo visto oggi a Siena, dove abbiamo assistito ad una situazione anomale” .Le ragazze e i ragazzi di Fridays for Future erano presenti in ben 679 piazze per chiedere giustizia climatica. Ancora Zocco: “Gli eventi degli ultimi anni hanno distratto il mondo intero dalla lotta al cambiamento climatico. I problemi che già esistevano prima sono stati amplificati sia dalla pandemia che da quello che sta succedendo in Ucraina, che oltre ad essere un disastro umanitario è anche di tipo ambientale”, conclude.