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Parenzo agli Intronati, associazioni contro l’evento. Ascheri: “Noi aperti al pluralismo. Sigle invitate in Biblioteca”

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Mentre Siena ricorda le vittime della Shoah, in città si apre una polemica che chiama in causa il ruolo delle istituzioni culturali e il significato stesso della ricorrenza.

Al centro del dibattito c’è la presentazione, in programma il 31 gennaio alla Biblioteca comunale degli Intronati, del libro “Lo scandalo Israele” del giornalista David Parenzo.

Un evento che ha spinto alla diffusione di una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio di amministrazione della Biblioteca, Raffaele Ascheri, firmata da Gianni Magini, fondatore di AllertaMedia.

Nel documento, sottoscritto tra gli altri da Freedom Flotilla Italia, Global Movement to Gaza Italia, Forum per la Pace Valdelsa e dal Collettivo studentesco Jama’a di Siena, l’iniziativa viene definita “una scelta che ferisce la Memoria”. I firmatari chiariscono di non mettere in discussione la libertà di espressione, ma di sollevare un tema di opportunità istituzionale. “Il punto non è la libertà di espressione — che per noi è sacra — ma l’opportunità etica”, si legge nella lettera, che sottolinea come ospitare l’autore nei giorni dedicati al Giorno della Memoria rischi di “trasformare una giornata di riflessione universale in un atto di legittimazione politica indiretta”.

La missiva insiste sul fatto che la Memoria non debba essere considerata una ricorrenza formale, ma “un impegno attivo contro l’oppressione”, e richiama dati e prese di posizione di organismi internazionali sul conflitto in Medio Oriente, contestando alcune affermazioni pubbliche attribuite a Parenzo.

I firmatari chiedono quindi che l’evento venga riconsiderato oppure che venga affiancato a un vero momento di confronto. Tra le proposte avanzate, anche quella di coinvolgere realtà locali impegnate sul tema palestinese o figure accademiche per garantire un contraddittorio pubblico. “Siena merita un dibattito che non abbia paura della verità”, si legge ancora nel documento.

Alla lettera ha replicato lo stesso Raffaele Ascheri, che rivendica la linea del pluralismo e della massima apertura. “Da parte nostra c’è sempre stata la massima apertura e il massimo pluralismo, e chi frequenta la sala storica lo sa bene”, afferma. Per quanto riguarda l’incontro, Ascheri ricorda che, come di consueto, l’appuntamento sarà aperto alle domande e alle osservazioni del pubblico, “critiche o non critiche, in piena libertà”.

Il presidente annuncia anche un’ulteriore disponibilità nei confronti delle sigle firmatarie della lettera. “Proprio per venire incontro a queste richieste – spiega – ho già comunicato che sabato 7 marzo, la mattina, la sala storica sarà aperta e le associazioni potranno indicare un nome. Come farò con Parenzo, introdurrò e intervisterò anche questa persona”. “Più apertura di questa non so come si possa fare”, conclude Ascheri