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Pasqua, il bilancio turistico dei ristoratori: “Più quantità che qualità. Siena è una città noiosa”

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Più quantità che qualità: questo è il bilancio fatto tra alcuni dei ristoratori del centro storico, i quali hanno commentato l’andamento turistico di queste settimane, che hanno portato alla Pasqua. Le persone ci sono, ma non tutte sono disposte a spendere troppo e soprattutto, sono poche quelle che restano almeno due giorni. Un concetto che in questi anni è stato più volte espresso, ma che i ristoratori sperano un giorno di poter dimenticare. Anche le temperature influiranno però, sia dal punto di vista degli arrivi che dei cambi di menù.

“Un periodo discreto – commenta Andrea Stopponi, titolare del ristorante San Desiderio -, sicuramente migliore dello scorso anno. Il turismo, anche a causa della temperatura, si sta facendo vedere solo adesso, ma una cosa da evidenziare è che è aumentato troppo questo turismo mordi e fuggi e ancora devo capire dove mordono. Dunque, le persone stanno arrivando, ma non tutte sono disposte a spendere”.

“Avendo due attività in luoghi diversi del centro storico – spiega Marco Cheli, titolare delle Birrerie Bader, foto in copertina -, riesco a misurare abbastanza bene il fenomeno. In Pantaneto lavoriamo principalmente con i senese e infatti soffriamo, perché il cittadino è difficile da far uscire di casa; qui in via della Campane si sta iniziando vedere del movimento, ma non tutti sono disposti a spendere e soprattutto restano in città un giorno o due al massimo. Purtroppo, dobbiamo dire che Siena è noiosa e di conseguenza anche la permanenza del turista è ridotta. Non è più un turismo mordi e fuggi, ma un turismo di passaggio”.

“Il movimento c’è e si riesce a lavorare – commenta Francesco Macinai, titolare dell’Osteria Il Bargello -, ma purtroppo mancano i turisti americani ed australiani, che sono quelli che tendono a spendere cifre più alte e a stare più giorni in città. La Pasqua, quando arriva così presto non porta troppi vantaggi, però guardando il momento che sta passando il mondo, non ci possiamo lamentare, perché comunque stanno arrivando tanti europei”.