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Pedone investito da un’e-bike contromano, il sindaco: “Troppi rischi. Ora serve un confronto sui rider”

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Un incidente che riporta al centro il tema della sicurezza stradale in città, ma anche quello, sempre più attuale, dell’uso dei mezzi leggeri e del lavoro legato alle consegne.

Dopo l’investimento di un pedone stamani in via Dupré, interviene il sindaco di Siena Nicoletta Fabio, che punta l’attenzione su responsabilità individuali, controlli e nuove dinamiche urbane.

Secondo quanto emerso, nell’episodio sarebbe stato coinvolto un mezzo che procedeva in senso contrario rispetto a quello consentito, circostanza che apre una riflessione sul rispetto delle norme del Codice della Strada.

“In primo luogo – afferma il primo cittadino– desidero esprimere la solidarietà e la vicinanza dell’intera amministrazione alle persone coinvolte, auspicandone una pronta guarigione. Questo episodio richiama inoltre l’attenzione sul rispetto delle norme del Codice della Strada da parte di tutti gli utenti, compresi coloro che utilizzano mezzi di locomozione leggeri. Nel caso specifico il velocipede percorreva il senso di marcia contrario a quello consentito”.

Il tema si allarga poi ai controlli. L’amministrazione sottolinea l’attività dei vigili urbani e l’intensificazione delle verifiche, anche attraverso strumenti nuovi.

“La polizia locale è fortemente impegnata nel monitoraggio e nel controllo del rispetto delle regole – prosegue Fabio – tanto che è stata recentemente stipulata una convenzione con una società specializzata nella verifica dei requisiti tecnici dei velocipedi e nella gestione delle attività sanzionatorie. Negli ultimi mesi si è registrato un incremento delle sanzioni emesse, a testimonianza della rinnovata attenzione verso la sicurezza stradale”.

Infine, il sindaco introduce un elemento più ampio, legato alla trasformazione della mobilità urbana e al mondo del lavoro.

“Un ulteriore aspetto riguarda la crescente diffusione dei lavoratori che utilizzano questi mezzi per la consegna di pasti a domicilio. È indispensabile avviare un confronto con le associazioni di categoria e con i sindacati per valutare questo fenomeno, che è strettamente legato all’aumento della domanda di servizi di food delivery. Il modello retributivo, spesso basato sul numero di consegne, comporta un aumento dei viaggi e della velocità di percorrenza, con conseguenti rischi per la sicurezza stradale”.