Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Piancastagnaio, rischio chiusura per il magazzino Acqua e Sapone: 56 posti di lavoro in bilico

Condividi su

Sono 56 i posti di lavoro a rischio a Piancastagnaio per la possibile chiusura del sito distributivo Logimer, legato al marchio “Acqua & Sapone”. È quanto emerso dall’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori convocata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, dopo il primo incontro con la proprietà Cesar.

Il nodo riguarda il magazzino di Casa del Corto, alle pendici del Monte Amiata, attivo da oltre trent’anni e punto di riferimento per la distribuzione nell’Italia centrale. La situazione si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà occupazionale nella provincia di Siena, già segnata da crisi nei settori manifatturiero e alimentare.

Al centro della vicenda c’è l’operazione societaria che ha portato Cesar, controllata da un investitore internazionale, a consolidare il controllo del brand “Acqua & Sapone”, oggi presente in diciannove regioni insieme al marchio “La Saponeria”. Un passaggio che, secondo i sindacati, non si tradurrebbe in sviluppo occupazionale, ma nella prospettiva di chiusura del sito toscano.

“È sconcertante apprendere che l’ingresso di un grande investitore internazionale non porti sviluppo occupazionale, ma al contrario preveda lo smantellamento del sito distributivo di Piancastagnaio, mettendo a rischio il futuro di oltre 50 famiglie”, spiegano Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.

Durante l’assemblea è stato fatto il punto anche sulle ipotesi di ricollocazione prospettate dall’azienda nei punti vendita, giudicate però insufficienti. “Le ipotesi di ricollocazione risultano del tutto inadeguate e prive di concretezza, alla luce della conoscenza del territorio e della rete commerciale”, sottolineano le organizzazioni sindacali.

Dopo un primo momento di preoccupazione, i lavoratori hanno dato mandato ai sindacati di rendere pubblica la situazione e di coinvolgere le istituzioni. “È stata avanzata una richiesta chiara a Cesar: rivedere il piano industriale e garantire la continuità del magazzino di Piancastagnaio, presidio produttivo attivo da oltre 30 anni”, affermano i sindacati.

Le maestranze hanno ribadito la volontà di difendere il posto di lavoro e il territorio, dichiarandosi pronte alla mobilitazione. “Le lavoratrici e i lavoratori sono pronti a promuovere e sostenere ogni iniziativa, nel rispetto della legalità, qualora l’azienda prosegua nel proprio intento di chiusura”.

Il prossimo passaggio è fissato per il 1 aprile, data del nuovo incontro tra le parti, considerato decisivo per verificare eventuali aperture da parte dell’azienda. In assenza di segnali concreti, i sindacati avvertono: “La mobilitazione è destinata a crescere. Le 56 famiglie coinvolte e l’intero indotto non sono disposti ad accettare una decisione che non nasce da una reale crisi aziendale, ma da logiche di profitto”.

Al termine dell’incontro, i lavoratori torneranno a riunirsi in assemblea per valutare i prossimi passi. L’obiettivo resta quello di salvaguardare occupazione e continuità produttiva in un’area già segnata da fragilità economiche.