Piano Olivetti per la Cultura: esperienze di inclusione, accessibilità e welfare culturale nei musei del GAMB
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Nella Cappella dei Principi del Museo delle Cappelle Medicee, Andreina Contessa, Direttore Generale del GAMB e Stefano Lanna, Direttore Generale del Piano Olivetti per la Cultura – Ministero della Cultura hanno presentato ufficialmente il Piano Olivetti per la Cultura della Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello.
La presentazione del Piano è stata accompagnata dalla firma delle convenzioni con Gabriele Gori, Direttore generale della Fondazione CR Firenze, che sostiene il programma di Welfare Culturale, contribuendo alla realizzazione delle attività rivolte a pubblici diversi, con Roberto Petrone, Presidente dell’Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Firenze e con Daniela Matarrese, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, che accompagneranno l’attuazione di alcune delle attività previste. Presenti anche per la Regione Toscana, il Presidente Eugenio Giani, l’assessora alla Cultura e Università, Cristina Manetti e l’assessora al Diritto alla Salute, Sanità e Politiche Sociali, Monia Monni; Stefano Lucarelli, Direttore UFC Disturbi dell’alimentazione Azienda USL Toscana Centro; Niccolò Zeppi, Vicepresidente Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Firenze; Giulia Coco responsabile Servizi Educativi e Accessibilità del GAMB.
Il Piano Olivetti per la Cultura del Ministero della Cultura assume la visione di Adriano Olivetti come riferimento per un’idea di cultura capace di superare i confini tradizionali dei luoghi e delle modalità della sua fruizione. Il Piano promuove un rapporto più pieno e integrato con il patrimonio culturale, attraverso nuovi linguaggi e modalità di accesso, riconoscendone il valore come elemento vivo della società.
È in questa prospettiva che i Servizi Educativi e Accessibilità del GAMB hanno sviluppato un programma che mette al centro inclusione, accessibilità e welfare culturale. Un programma che non nasce dalla semplice somma di singole iniziative, ma da una precisa idea di museo: un luogo aperto, inclusivo, partecipato, capace di costruire relazioni con le comunità e di rispondere alle diverse esigenze dei pubblici.
Il Piano Olivetti rappresenta per il GAMB un’occasione per consolidare esperienze già avviate e sviluppare nuove progettualità, attraverso la collaborazione con associazioni, scuole, enti sanitari, istituzioni e realtà del Terzo settore.
SVILUPPO DI PERCORSI DI “ACCESSIBILITÀ UNIVERSALE”
Il primo indirizzo del Piano Olivetti riguarda l’accessibilità universale, con iniziative rivolte a persone con disabilità sensoriali e cognitive e a pubblici neurodivergenti, attraverso visite dedicate, strumenti integrativi per una fruizione più autonoma e attività di formazione.
Il GAMB propone visite tematiche per adulti e bambini con disabilità sensoriali, in particolare persone sorde, cieche e ipovedenti. Le attività sono concepite per essere svolte da bambini con e senza disabilità, favorendo fin dall’infanzia l’inclusione e la partecipazione. Approfondiscono aspetti delle collezioni, opere specifiche e la storia dei musei dell’Istituto attraverso un approccio coinvolgente.
Le attività sono realizzate in collaborazione con Culter, l’Associazione Culturale L’Immaginario, Opera Laboratori, Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Firenze ed Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Firenze.
In quest’ambito rientra il programma Welfare Culturale, realizzato e promosso da Fondazione CR Firenze, che mette arte e cultura al servizio del benessere, dell’inclusione e delle persone più fragili. Tra gli incontri previsti nei musei del GAMB OverArt, MuseiOltre e Arte qui e ora, a cura dell’Associazione L’Immaginario, coinvolgono anziani, persone neurodivergenti, con disabilità cognitive, disagio psichico o Alzheimer attraverso attività di mediazione culturale nei musei. I cicli di appuntamenti previsti invece dal progetto Passeggiate Fiorentine favoriscono l’accesso ai più bei luoghi della cultura della città di per famiglie, bambini e persone in condizioni di fragilità sociale, economica o relazionale, grazie alla collaborazione con le principali associazioni fiorentine che si occupano con passione del sostegno alle categorie destinatarie del progetto: Villa Lorenzi, Società Cooperativa Rifredi Insieme, Associazione Trisomia21, Comunità di Sant’Egidio, Centro anziani di Villa Bracci, Centro di Solidarietà di Firenze, Cooperativa Chicco di Grano, Associazione Culturale La Tinaia, Cooperativa Matrix, Fontenuova Società Cooperativa Sociale, Habilia Onlus, Progetto Itaca Firenze.
Grande attenzione è dedicata anche agli strumenti per una visita più autonoma, accessibile e assistita. Alla Galleria dell’Accademia di Firenze sono già state realizzate 11 video-guide in LIS e altrettante in Lingua dei Segni Internazionale, in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Firenze, con sottotitoli in italiano e inglese e speakeraggio, che saranno progressivamente estese agli altri musei dell’Istituto: Museo Nazionale del Bargello, Museo delle Cappelle Medicee, Museo di Palazzo Davanzati, Museo di Casa Martelli e Complesso di Orsanmichele.
Sono inoltre previste la revisione e l’aggiornamento degli apparati di comunicazione, in particolare dei pannelli didattici, la realizzazione e l’ampliamento di percorsi e mappe tattili, l’aggiornamento del sito internet e il potenziamento degli strumenti di supporto alla visita, tra cui la Storia Sociale e il Kit di introduzione alla visita, già realizzati alla Galleria dell’Accademia di Firenze nel 2025.
Completa questo indirizzo la formazione del personale che opera nei musei dell’Istituto sui temi dell’accessibilità e dell’accoglienza inclusiva, con attività dedicate alla gestione dei diversi pubblici.
Tra le attività già avviate figurano le giornate formative dedicate all’inclusione lavorativa e all’accessibilità universale e a lavoro, impresa, sostenibilità e misure di contrasto alla violenza di genere, realizzate attraverso la piattaforma e-learning del Ministero della Cultura. È inoltre prevista una formazione in presenza a cura dell’Associazione Culturale L’Immaginario, nell’ambito del progetto Welfare Culturale, con esperienze sul campo e attività di supporto alle visite.
SVILUPPO DELLA CULTURA COME BENE COMUNE, ACCESSIBILE E INTEGRATO NELLA VITA DELLE COMUNITÀ TERRITORIALI – INCLUSIONE CULTURALE E SOCIALE
Il secondo indirizzo del Piano Olivetti riguarda il rapporto tra patrimonio culturale e comunità, con particolare attenzione all’inclusione sociale e alla possibilità di fare del museo uno spazio di partecipazione, relazione e benessere attraverso collaborazioni con strutture sanitarie, associazioni e realtà del territorio. Nel 2026 si sono svolte attività con la Fondazione Sant’Atto di Pistoia, rivolte a giovani a rischio di marginalità sociale, con l’Azienda USL Toscana Centro – Unità funzionale Disturbi Alimentari e con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, per pazienti cronici, oncologici e persone con Parkinson e fibromialgia. Visite e laboratori saranno progettati in relazione alle esigenze dei diversi gruppi coinvolti, integrando l’esperienza museale anche nei percorsi di cura e riabilitazione.
All’interno di questo indirizzo si inserisce anche il programma Welfare Culturale di Fondazione CR Firenze.
La cultura come bene comune passa anche dall’educazione. Il GAMB propone attività didattiche per adulti, famiglie e scuole, con visite e laboratori rivolti a diverse fasce d’età, favorendo la conoscenza del patrimonio e il dialogo tra generazioni. Particolare attenzione è riservata ai contesti di fragilità, emarginazione e rischio di esclusione sociale.
A queste iniziative partecipa attivamente anche il personale ATAV in servizio presso i diversi musei dell’Istituto.
Il rapporto con la comunità si rafforza inoltre grazie alla partecipazione alle iniziative promosse dal Comune di Firenze, come la rassegna Firenze dei Bambini, dedicata nel 2026 a Carlo Collodi e all’immaginario di Pinocchio, con sette attività rivolte a bambini dai 6 ai 12 anni e alle loro famiglie, realizzate alla Galleria dell’Accademia di Firenze, al Museo Nazionale del Bargello, al Museo di Palazzo Davanzati e al Museo delle Cappelle Medicee.
PROMOZIONE, DIFFUSIONE E PRODUZIONE CULTURALE E ARTISTICA GIOVANILE
Il terzo indirizzo del Piano Olivetti è dedicato al coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso percorsi formativi, collaborazioni con istituzioni scolastiche e universitarie e l’impiego delle tecnologie digitali.
Il GAMB sviluppa attività rivolte agli studenti che uniscono formazione ed esperienza diretta nei musei, avvicinandoli al patrimonio e al mondo del lavoro. Tra queste rientra il progetto “Ambasciatori dell’Arte” al Museo Nazionale del Bargello, che ha coinvolto tre scuole e sarà rinnovato e ampliato anche ad altri musei dell’Istituto. A conclusione del percorso, gli studenti sono chiamati a svolgere attività di guida in diverse lingue comunitarie, mettendo in pratica le competenze acquisite e confrontandosi direttamente con il pubblico.
Prosegue la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze, nell’ambito di una Convenzione Quadro che prevede attività formative, tirocini e progetti rivolti ai diversi pubblici. Un esempio è il progetto dedicato alla Venere e Cupido di Jacopo Pontormo alla Galleria dell’Accademia di Firenze, realizzato nell’ambito di Firenze dei Bambini 2026, che utilizza la realtà virtuale come strumento di educazione al patrimonio e di alfabetizzazione digitale.
Un ulteriore ambito riguarda la digitalizzazione delle collezioni del GAMB, attraverso campagne coordinate dai curatori dei musei con il coinvolgimento di tirocinanti universitari. È in corso, in particolare, la revisione e l’aggiornamento della catalogazione del patrimonio dell’Istituto.
Il Piano Olivetti per la Cultura “ci offre l’opportunità di portare avanti una visione del museo come luogo aperto alla società, capace di ascoltare i bisogni delle persone e di dialogare con il territorio. Un museo che non si limita a conservare e trasmettere il patrimonio, ma riconosce nella cultura una risorsa capace di generare relazione, partecipazione e benessere» afferma Andreina Contessa, Direttore Generale del GAMB.
“Essere oggi a Firenze, nel perimetro monumentale delle Cappelle Medicee, insieme a istituzioni dalle identità così diverse, è la prova tangibile di cosa sia il Piano Olivetti per la Cultura: non un astratto documento programmatico, ma un metodo di lavoro concreto ed evolutivo”. Interviene Stefano Lanna, Direttore Generale del Piano Olivetti per la Cultura – Ministero della Cultura.
“Rendere la cultura realmente accessibile significa fare in modo che nessuno resti escluso dalla possibilità di vivere e conoscere il nostro patrimonio – sottolinea l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti -. Il Piano Olivetti va in questa direzione: apre i musei alle comunità, alle diverse fragilità e alle nuove generazioni, costruendo un legame sempre più stretto tra cultura, inclusione e benessere. È una visione che condividiamo pienamente: i musei non sono soltanto luoghi di conservazione, ma spazi vivi, capaci di creare relazioni, partecipazione e opportunità per tutti”.
“L’Azienda Careggi – dichiara Daniela Matarrese Direttore generale AOUC – è impegnata nella promozione di iniziative per l’umanizzazione delle cure, nell’ambito dei progetti della Regione Toscana integrando i percorsi di cura venendo in contro alle nuove sensibilità dei pazienti”.
“Come Ente Nazionale Sordi di Firenze – prosegue Roberto Petrone, presidente ENS Firenze – siamo felici di essere riusciti a raggiungere l’obiettivo finale dell’inclusione sociale e culturale per le persone sorde. Un percorso condiviso insieme fin dall’inizio è stata la chiave per un risultato eccellente. Ringraziamo vivamente per l’ottima collaborazione la Galleria dell’Accademia di Firenze”.
“Crediamo molto nella bellezza come risorsa terapeutica e per questo siamo onorati di questa collaborazione tra Ausl Toscana centro e i musei del GAMB – aggiunge Stefano Lucarelli, psichiatra, Direttore dell’Unità Funzionale Complessa Disturbi Alimentari di Asl Toscana centro -. Diamo avvio a una sinergia innovativa per un progetto di welfare culturale capace di abbattere le solitudini, promuovere la salute e garantire il diritto di inclusione a ogni cittadino”.