Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Piccolomini occupato, gli studenti: “La scuola deve informare anche su ciò che accade a Gaza”

Condividi su

“Per aprire gli occhi agli studenti e alle altre persone sulle atrocità che stanno accadendo a Gaza. Vogliamo far vedere a chi ha ignorato finora cosa sta veramente succedendo che, anche a Siena, c’è chi vuole fare qualcosa e c’è chi è interessato”.

Così Greta Vittori, studentessa del Piccolomini, spiega la principale motivazione dell’occupazione in corso fino al 31 ottobre.

I ragazzi che studiano al convitto Tolomei denunciano un sistema scolastico disconnesso dalla realtà e incapace di fornire gli strumenti per formare cittadini con un pensiero critico, politico e geopolitico.

“Secondo noi il nostro è un sistema scolastico interessato solo al programma. Chi esce da scuola non ha basi politiche e culturali per essere un cittadino informato: abbiamo deciso di occupare anche per questo”, aggiunge ancora Greta.

Una mobilitazione che, spiegano gli studenti, arriva dopo tentativi andati a vuoto: “La modalità purtroppo non è pacifica come sarebbe un’autogestione, ma perché la situazione è disperata. Tutti i tentativi di portare questi argomenti nelle aule non sono stati ascoltati, quindi siamo stati “costretti”, tra molte virgolette, a una forma più forte”, afferma la studentessa Margherita Fineschi.

Assemblee e incontri animeranno le giornate di protesta: previsti confronti con chi ha partecipato alla Freedom Flotilla, con il rettore Tommaso Montanari e anche con i lavoratori Beko.

“La nostra organizzazione è stata meticolosa: abbiamo permesso l’ingresso anche agli studenti del Conservatorio “Franci”. La scuola resta aperta, non abbiamo bloccato nulla. Abbiamo messo in sicurezza tutti i punti sensibili, come laboratori di informatica e biblioteca”, spiega Jacopo Brogi.

Occupazione in corso anche al Liceo Artistico di Siena, dove gli studenti chiedono più investimenti nelle strutture e una maggiore attenzione alla scuola pubblica.

MC