Pioggia record: in provincia di Siena a rischio raccolti e contributi europei, Coldiretti chiede la deroga alla Pac
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Campi impraticabili, semine bloccate e contributi europei a rischio. L’ondata di maltempo delle ultime settimane sta creando difficoltà diffuse alle aziende agricole della provincia di Siena, in particolare al settore cerealicolo. A lanciare l’allarme è Coldiretti, che ha chiesto alla Regione Toscana l’attivazione di una deroga agli obblighi della Politica Agricola Comune.
Secondo i dati del Servizio Idrogeologico regionale, nel solo mese di gennaio le precipitazioni hanno superato i 150 millimetri, circa il 70% in più rispetto alla media dell’ultimo trentennio, rendendo impossibili lavorazioni e semine dei cereali autunno-vernini.
“Il protrarsi delle piogge e questo andamento stagionale stanno creando una serie di problemi. Una parte riguarda aspetti burocratici, cioè la difficoltà a rispettare gli impegni previsti dalla PAC, in particolare le rotazioni colturali legate ai contributi europei”, spiega il direttore di Coldiretti Siena Simone Solfanelli.
Il rischio non è soltanto produttivo ma anche economico: senza il rispetto delle rotazioni obbligatorie, le aziende potrebbero perdere i contributi comunitari ed essere soggette a sanzioni. Per questo l’organizzazione agricola ha chiesto alla Regione di attivarsi presso il Ministero per ottenere una deroga legata alle condizioni meteorologiche eccezionali.
Accanto al tema normativo resta quello agronomico. “Dal punto di vista agronomico la preoccupazione principale riguarda alcune operazioni fondamentali come le concimazioni: normalmente a gennaio si interviene sui cereali e sul grano, ma in questo momento non è possibile farlo”.
La situazione interessa un comparto centrale per l’economia agricola locale. “Il problema riguarda soprattutto il settore cerealicolo, che per la provincia di Siena è vitale: parliamo di circa 2.500 addetti, oltre 2.000 imprese agricole e quasi 40mila ettari coltivati tra frumento duro e tenero, orzo e mais. Siena rappresenta circa un terzo della superficie cerealicola della Toscana”.
Al momento non destano preoccupazioni vite e olivo, ancora nella fase di riposo vegetativo, mentre l’attenzione resta concentrata sull’evoluzione meteo delle prossime settimane, decisiva per salvare la stagione agricola e i relativi contributi europei.