Il Partito Democratico ha lasciato l’aula al momento del voto sulla mozione di Fratelli d’Italia relativa al presidio antifascista del 23 maggio e accusa la maggioranza di voler spostare l’attenzione dalla gravità dei fatti emersi con l’operazione “Format”.
La mozione, approvata in Consiglio comunale, condannava le espressioni ritenute offensive nei confronti del sindaco Nicoletta Fabio e delle istituzioni cittadine durante la manifestazione in piazza Salimbeni. I consiglieri comunali del Pd, dopo la dichiarazione di voto della capogruppo, hanno scelto di non partecipare alla votazione.
Per il Partito Democratico si tratta di “una scelta politica chiara e coerente”. Secondo i consiglieri dem, infatti, la mozione di Fratelli d’Italia avrebbe concentrato l’attenzione su alcune parole pronunciate durante il presidio e sulla presunta lesione dell’immagine della città, finendo però per distogliere il dibattito dai motivi che avevano portato alla mobilitazione di associazioni, sindacati, realtà studentesche e cittadini.
Nel comunicato il Pd richiama le dichiarazioni pubbliche del questore Ugo Angeloni e del dirigente della Digos Fausto Camisa, sottolineando che l’indagine non riguarderebbe semplici comportamenti “goliardici”, ma l’adesione a un gruppo caratterizzato da contenuti di odio verso cittadini stranieri, riferimenti al suprematismo razziale e religioso, possesso di armi e materiale pedopornografico.
“Di fronte a fatti di questa natura – scrivono i consiglieri del Pd – riteniamo che il tema centrale non possa essere la delegittimazione di chi ha espresso pubblicamente preoccupazione per possibili derive estremiste”.
Per il Partito Democratico il presidio antifascista è stato “una risposta democratica, pacifica e trasparente”, svolta da cittadini, associazioni e organizzazioni che hanno esercitato un diritto costituzionalmente garantito.
I consiglieri dem esprimono inoltre solidarietà alla città di Siena e ringraziano Questura, Digos e forze dell’ordine per il lavoro svolto “con professionalità, discrezione e senso delle istituzioni”. Proprio il lavoro investigativo, secondo il Pd, dimostrerebbe la serietà delle questioni emerse e la necessità di non minimizzarle.
“Non condividiamo la rappresentazione secondo cui il presidio avrebbe offeso Siena o la sua comunità – prosegue la nota –. Siena è una città democratica, aperta, solidale e antifascista”.
Da qui la decisione di uscire dall’aula e non partecipare al voto. “Non intendiamo avallare in alcun modo iniziative che vogliono spostare l’attenzione da fatti molto gravi verso chi, legittimamente, ne richiama l’attenzione pubblica”, affermano i consiglieri.