Protocollo per il contrasto al caporalato, Cgil: “Segnale forte grazie anche al nostro lavoro”

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Per Flai Cgil Siena e Grosseto la firma del protocollo del Codice Etico Agricoltura rappresenta un risultato del percorso avviato anche con le “Brigate del Lavoro” nell’Amiata grossetana e nella Valdichiana senese, dove il sindacato ha segnalato situazioni di sfruttamento e bassi salari. “Il protocollo rappresenta uno strumento di prevenzione insieme alle parti datoriali, alle istituzioni e agli enti dobbiamo definirne la corretta applicazione, anche a salvaguardia delle aziende agricole danneggiate dalla concorrenza sleale dello sfruttamento”, sottolineano i segretari Andrea Biagianti e Paolo Rossi.

Il segretario generale Flai Cgil Toscana Mirko Borselli chiede ora che le Sezioni Territoriali della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, previste dalla legge 199 del 2016, diventino pienamente operative. Tra le proposte del sindacato anche indici per confrontare produzione, estensione dei terreni e giornate lavorative dichiarate, un sistema pubblico di collocamento per i lavoratori stranieri con mediatori culturali e interventi su alloggi, trasporti e reinserimento di chi denuncia i caporali.

Flai e Cgil chiedono infine una legge regionale che renda strutturali e omogenee le misure di prevenzione in tutta la Toscana. Per Alice D’Ercole e Monica Pagni, segretarie generali Cgil di Siena e Grosseto, il codice segna un cambio di passo: “Il lavoro di analisi e denuncia della Flai ha messo in luce criticità che se per taluni possono essere arrivate come una scoperta, per le Camere del Lavoro di Grosseto e Siena purtroppo non lo erano affatto, ma erano condizioni ben note che imponevano risposte concrete. Esprimiamo grande soddisfazione per la firma del codice etico, perché segna un cambio di passo decisivo: si va finalmente ad agire in via preventiva e non solo a posteriori. La repressione e gli interventi riparatori, che arrivano quando lo sfruttamento è stato ormai perpetrato, non bastano più. I problemi si contrastano e si sradicano solo anticipando i fenomeni e tutelando la legalità e la dignità del lavoro prima che vengano violate, puntando sulla prevenzione prima ancora che sulla repressione. La Flai Cgil Toscana ribadisce, infine, la necessità di proseguire il confronto per arrivare a una legge regionale che renda strutturali e omogenee le azioni di prevenzione e contrasto al caporalato in tutta la Toscana.

Sulla questione interviene anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: “Dalla Toscana arrivano strumenti da estendere per contrastare concretamente il lavoro irregolare in agricoltura. Ora anche il Governo Meloni faccia la sua parte. I contenuti e gli strumenti previsti dai protocolli sottoscritti – sottolinea Landini – si inseriscono nel percorso avviato con la Regione Toscana per promuovere una legge contro lo sfruttamento in agricoltura, su richiesta anche della Cgil”.

In merito alle dichiarazioni rese dalla segreteria nazionale CGIL, i Prefetti di Grosseto e Siena precisano tuttavia che “il protocollo sottoscritto stamani è espressione istituzionale ed impegna, anche con la collaborazione delle istituzioni locali, gli organi dello Stato sul territorio nell’azione di contrasto ai diffusi fenomeni di illegalità registratisi nelle “aziende senza terra“. Peraltro, occorre evidenziare che il documento, prima della presentazione e sottoscrizione, ha ottenuto il parere favorevole e la condivisione dei Ministeri dell’Interno e del Lavoro e delle Politiche Sociali, interessati alla materia ed espressione del Governo”.