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Referendum, a Siena si riuniscono le forze del No. Bindi: “La riforma della giustizia colpisce le basi della democrazia”

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La riforma della giustizia “colpisce al cuore una delle fondamenta della nostra democrazia contenuta nella nostra Carta Costituzionale, che è la separazione dei poteri, attraverso la quale si afferma l’indipendenza e l’autonomia della magistratura; tutte le democrazie nelle quali la magistratura non è autonoma dagli altri poteri sono menomate”.

Lo afferma Rosy Bindi, promotrice del Comitato ‘Società civile per il No’ al referendum costituzionale, a margine dell’iniziativa organizzata dalla Cgil di Siena sul tema.

“I nostri costituenti avevano molto chiaro il fatto che l’indipendenza della magistratura si assicura attraverso l’autogoverno e questa riforma colpisce proprio questa caratteristica, che è una finezza, in fondo, della nostra Costituzione – ha detto ancora – L’autonomia della magistratura significa tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini”.

“Naturalmente l’università, come istituzione, non si schiera. Anche se credo che, se chiedessimo alla maggioranza dei miei colleghi se, come padri e madri costituenti, preferiscano Nordio e Meloni oppure Calamandrei e Teresa Mattei, immagino quale sarebbe la risposta – ha detto Tomaso Montanari, dell’Università per Stranieri di Siena che ha ospitato l’evento – . Questa riforma, in realtà, è una piccola tessera di un mosaico molto più generale, che riguarda quello che Gustavo Zagrebelsky ha definito un vero e proprio cambio di regime in Italia”.

“La vera priorità per migliorare la giustizia e garantire efficienza è investire sull’occupazione. In organico dovrebbero esserci circa 45.000 addetti. Nel sistema della giustizia, invece, ne abbiamo poco meno di 30.000”, così Serena Sorrentino della Cgil Nazionale.