Referendum, Franceschelli: “I cittadini chiedono risposte. La sinistra ora deve lavorare sui contenuti”
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“Gli elettori hanno difeso i principi della Costituzione”: così il senatore del Partito Democratico Silvio Franceschelli commenta l’esito del referendum sulla giustizia, leggendo il risultato come una presa di posizione netta. “Quando si interviene sulla Costituzione – aggiunge – il popolo dimostra di voler tutelare quelli che sono i valori fondanti del Paese, la carne viva della nostra democrazia”.
Ma lo sguardo è già rivolto al futuro del centrosinistra: “Serve un confronto tra tutte le opposizioni per costruire una sintesi sui contenuti – sottolinea – perché i cittadini ci chiedono risposte concrete, su lavoro, imprese e vita quotidiana”. E sulla prospettiva politica: “Molto dipenderà anche dalla legge elettorale: le regole del gioco determinano anche le alleanze e i percorsi da costruire”.
Di segno diverso la lettura del fronte del Sì. Alessandro Betti, del Comitato per il Sì Siena Riforma, parla di “grande amarezza”, pur riconoscendo il valore del percorso: “È stata un’importante occasione di confronto, soprattutto per la giovane avvocatura. Ci ha permesso di incontrare i cittadini e spiegare le ragioni della riforma”.
Secondo Betti, però, il dibattito si è progressivamente spostato: “I contenuti tecnici sono stati messi da parte e si è trasformato in uno scontro politico. Questo ha inciso fortemente sull’esito”. E aggiunge: “Si è perso il focus su temi come la separazione delle carriere, che resta un nodo da affrontare in futuro con un approccio serio e non ideologico”.
Una posizione più istituzionale arriva dal sindaco Nicoletta Fabio, che richiama soprattutto il valore della partecipazione: “Avevo auspicato un’alta affluenza perché democrazia e partecipazione costituiscono un nesso inscindibile. Non posso che constatare con soddisfazione che questo appello è stato raccolto”.
Il primo cittadino invita quindi a leggere il risultato nel suo complesso: “Si accetta l’esito, come in ogni consultazione democratica, perché il popolo ha il diritto e il dovere di esprimersi”. E sottolinea: “È significativo anche il coinvolgimento dei giovani: l’auspicio è che questo entusiasmo si ritrovi anche nelle prossime occasioni elettorali”.