Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Referendum giustizia, a Siena il No oltre il 60%. Dinoi: “Una rivoluzione silenziosa”

Condividi su

Trionfo del No al referendum sulla giustizia a Siena e nella sua provincia. Nell’intero territorio, quando mancano poche sezioni alla fine dello spoglio, il No registra un 59,3% contro il 40,7% del Sì. Simili i dati nel capoluogo: No al 58,3%, Sì al 41,7%. In diversi comuni il No supera il 60% dei voti, con un vero exploit a Radicondoli, dove supera il 70%. Il Sì tiene a Gaiole in Chianti, dove arriva al 49,21%, e a San Casciano dei Bagni, dove supera il 47%.

Per il territorio la tornata elettorale è stata una vera festa della democrazia, con una partecipazione sopra la media nazionale: l’affluenza provinciale ha raggiunto il 67,8%, mentre a Siena città ha votato il 71,14% degli elettori.

Un risultato che, secondo Pietro Dinoi, avvocato e membro del Comitato per il No, ha anche una dimensione inattesa: “Era un esito che ci aspettavamo, ma non in queste dimensioni. È stata una rivoluzione silenziosa: non abbiamo fatto piazzate, ma siamo stati in tanti luoghi della provincia a parlare con le persone e a spiegare le ragioni del No”.

Dinoi sottolinea come la battaglia sia stata centrata sulla difesa della Costituzione: “Abbiamo voluto spiegare che una parte dell’avvocatura, meno chiassosa, difendeva questo assetto costituzionale. Il punto era garantire ai cittadini un giudice indipendente e un pubblico ministero che cerchi la verità, non un soggetto sbilanciato verso l’accusa”.

Sulla stessa linea anche Alice d’Ercole, segretaria della Cgil Siena, che parla di risultato sorprendente: “Siamo partiti con sondaggi che davano una vittoria schiacciante del Sì. Invece, spiegare il merito della riforma ha pagato. Non si tratta di uno scarto minimo, ma di una distanza enorme, accompagnata da un’affluenza straordinaria”.

Per d’Ercole il voto manda un segnale chiaro: “Il Paese chiede di applicare la Costituzione, non di smontarla. Ora si apre una nuova stagione in cui al centro devono esserci diritti, lavoro, giustizia e democrazia”.

Sul piano politico, Rossana Salluce, segretaria del Pd di Siena, legge il risultato come un segnale forte: “Oggi vince la democrazia e soprattutto la partecipazione. A Siena siamo molto soddisfatti: ha votato il 71,14% degli elettori e il No sfiora il 60%. Non è un risultato casuale, ma legato ai valori della comunità e alla difesa della Costituzione”.

Di segno opposto la lettura del deputato di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti: “Prendiamo atto del risultato che ha respinto la riforma, ma resta il rammarico per un’occasione persa di modernizzazione del Paese. Rispettiamo la volontà dei cittadini e continueremo a lavorare per il bene dei toscani”.

Nel dibattito interviene anche il rettore dell’Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari, che sui social parla di “Italia che si è desta” e rilancia il tema della difesa della Costituzione e della separazione dei poteri.

La Toscana, “con oltre un milione di No, ha dato un contributo straordinario alla difesa della Costituzione. Con un’affluenza superiore al 66 per cento, la nostra regione si conferma tra quelle con il più alto livello di partecipazione. Un risultato di cui siamo davvero orgogliosi, a tutela dei principi costituzionali, che respinge un’impostazione che rischiava di alterare gli equilibri tra i poteri dello Stato senza affrontare i problemi reali della giustizia”, così Simone Bezzini, del Pd

Katiuscia Vaselli

Marco Crimi