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Riforme, Marzucchi e Tortorelli: “Serve tornare a un voto più democratico e coerente con la Costituzione”

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“Il referendum sulla separazione delle carriere dei Magistrati, e il sistema di elezione del Csm, hanno riproposto l’attualità e il valore della nostra Costituzione, che amiamo definire orgogliosamente: la “più bella del mondo”, almeno nella parte dei Princìpi, ma non sempre attuata in tutti i suoi valori fondanti. L’articolo 48 della costituzione riguarda il diritto (dovere civico) del voto, le cui caratteristiche devono corrispondere a: personale ed uguale, libero e segreto. E non è un caso che fino al 1994, il voto politico, e amministrativo, fosse espresso con un sistema proporzionale puro, attraverso il quale, grazie alle preferenze, si consentiva di scegliere le persone da eleggere, e con pochissime limitazioni”. Così Gianluca Marzucchi (gruppo Polis) e Adriano Tortorelli (gruppo Progetto Siena) nella nota congiunta diffusa.

“Successivamente, interventi sempre più invasivi, hanno limitato l’uguaglianza del voto, che non è più uguale come la Costituzione imporrebbe nell’assegnazione dei seggi, e le possibilità di scelta dei propri rappresentanti, da parte dei cittadini – si legge ancora -. Le liste bloccate dei candidati cui attingere gli eletti, proposte dai partiti, hanno allontanato i Parlamentari dal territorio, perché ormai indicati solo da oligarchie spesso autoreferenziali. Molti cittadini non si recano più a votare: la partecipazione popolare è scesa al 64,0% alle politiche, e al 40/50% alle regionali, (percentuali poco più alte alle comunali). Questo fenomeno è alimentato anche dalle difficoltà logistiche che colpiscono chi si trova lontano dalla residenza ufficiale per motivi di lavoro, salute o studio.  Non ha aiutato il voto l’adozione di un sistema maggioritario sciagurato usato per le elezioni comunali e regionali, con l’aggiunta della soppressione di istituzioni di prossimità, come le circoscrizioni, rimaste solo nelle grandi città, o la cancellazione del voto diretto per le province che, pur restando enti operativi, sono state sottratte al controllo degli elettori”.

“Appare indispensabile il ritorno a sistemi elettorali più democratici, che consentano la piena e consapevole scelta dei cittadini dei propri rappresentanti. Un atto possibile anche all’interno di leggi elettorali che, con ragionevoli forme maggioritarie, sostengano la governabilità. Anche perché, in confronto a quanto emerge dal dibattito odierno, o con quanto già avviene nei comuni e regioni, la cosiddetta “legge truffa” del 1953 rischia di essere un raro esempio di democrazia e coerenza con il dettato costituzionale. C’è poi l’articolo 49 della Costituzione che garantisce il diritto di associarsi liberamente per concorrere, con metodo democratico, alla politica nazionale. I padri costituenti hanno demandato al legislatore ordinario il compito di regolamentare la trasparenza della democrazia interna e del finanziamento dei partiti, una responsabilità che attende ancora una piena e organica attuazione. Hanno figurato partiti liberi, scalabili, dotati di sane regole democratiche e non cartelli elettorali come talvolta avviene. Proprio con riferimento all’articolo 49 della Costituzione, la necessità della sua piena applicazione, appare oggi indispensabile per consolidare la nostra democrazia.  Un obiettivo, quello del sostegno alla democrazia, che dovrebbe costituire il presupposto imprescindibile di ogni discussione su una nuova legge elettorale” concludono Marzucchi e Tortorelli.