Ritorno in zona arancione, le reazioni – “Io, ristoratore, domani sarò aperto”

Sale l’indice dei contagi della Toscana che ritorna sopra uno, decretando ufficialmente il ritorno della Regione in zona arancione. Chiusura dei ristoranti e dei bar, limitazione degli spostamenti al di fuori del comune di residenza. Una decisione che non è stata di erto accolta molto bene dalle attività di ristorazione che già si stavano preparando a festeggiare San Valentino con diverse iniziative, accogliendo gli innamorati all’interno dei loro ristoranti. Ma se da una parte rimane l’amaro in bocca di una decisione difficile, dall’altro c’è chi non ci sta e, in barba alle regole, decide di aprire il suo ristorante, lanciando un segnale forte di resistenza. Questa è la storia di Matteo Luppoli, titolare del ristorante L’oro di Siena che, una volta appresa la decisione della Toscana in zona arancione, ha deciso di non restare immobile, lasciando aperta la porta del suo ristorante.

“Sono stato pervaso da un fortissimo senso di arrabbiatura e delusione – dice Matteo Luppoli -. La decisione  è arrivata dopo che, una volta confermata la zona arancione, il mio commercialista mi ha chiamato per avvisarmi del pagamento delle tasse in programma per la prossima settimana. A quel punto sono stato assalito dalla rabbia: io, ristoratore in difficoltà, non solo devo restare chiuso ma devo pagare delle tasse che sono superiori al mio guadagno. Così ho deciso di restare aperto. Il mio ristorante è piccolo e da sempre, per scelta, ho voluto all’interno del mio locale poche persone, per lasciar loro intimità, ciò che mi piace del mio lavoro è far star bene le persone”.

Una decisione forte, Matteo sembra deciso a perseguire la sua idea, ma anche alcuni clienti hanno deciso di seguirlo nell’iniziativa, prenotando un tavolo per domani.

“Ho già ricevuto alcune prenotazioni per domani – continua – non so se fattivamente verranno, io comunque li aspetterò nella mia postazione di lavoro, come sempre. Non è più possibile restare fermi, siamo alla fine, in questi mesi abbiamo subito solo perdite, nessun guadagno. Ho una famiglia da mantenere e anche io ho diritto a mangiare. Non posso più restare chiuso”.

Già nei giorni scorsi, quando si ventilava un ritorno della zona arancione, abbiamo raccontato dell’indignazione di molti ristoratori arrabbiati. Ma Matteo Luppoli è arrabbiato anche con il sistema, con molti ristoranti e persone che, a detta sua, non hanno rispettato le regole contribuendo a far salire i contagi.

“Non è questo il sistema – conclude Matteo Luppoli -, non possiamo pagare tutti le conseguenze di pochi. Anche a Siena in questi giorni ho visto diverse persone che non hanno rispettato le regole, sia i ristoranti che le persone che li frequentavano. Non possiamo essere puniti tutti per gli sbagli di uno. So che questa sarà un’iniziativa singola perché a Siena la gente sta bene e non ha bisogno di mandare segnali forti. Io non voglio mandare nessun messaggio, voglio solo avere il mio diritto a lavorare, a vivere. Dignitosamente”.

Niccolò Bacarelli